UE-Libia: la Mogherini incontra Al-Serraj a Bruxelles

Pubblicato il 13 maggio 2019 alle 14:03 in Europa Libia

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L’alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, ha confermato che lunedì 13 maggio incontrerà il primo ministro del governo di Tripoli, Fayez al Serraj, prima di recarsi alla seduta del Consiglio per gli Affari Esteri.

“Innanzitutto comincerò con un incontro bilaterale con il primo ministro della Libia Fayez al Sarraj” ha dichiarato la Mogherini. “Poi sentiremo un intervento dell’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, sugli ultimi sviluppi nel Paese”, ha aggiunto. La rappresentante dell’UE ha poi sottolineato che l’obiettivo dell’Unione Europea è quello di riportare al tavolo delle trattative le parti in conflitto per cercare di giungere a un “processo politico e un cessate il fuoco”. “La Libia è uno dei temi principali nell’agenda del Consiglio Affari Esteri”, ha riferito la Mogherini. L’ordine del giorno include anche il partenariato orientale e una discussione sull’attuale situazione nella regione del Sahel. “Domani, i ministri degli Esteri dei Paesi dell’UE e del G5 Sahel si incontreranno per discutere dello sviluppo e della situazione della sicurezza nella regione”, ha riferito l’alta rappresentante EU. “L’intera area del Sahel non è scollegata dalla situazione in Libia, e per l’Unione Europea è una priorità assoluta stabilizzare la regione il prima possibile, sostenendo i nostri partner nel Sahel e, in generale, attraverso una buona cooperazione con il Unione Africana “, ha dichiarato. “Dopo l’incontro con Serraj inizieremo le celebrazioni per il decimo anniversario del partenariato orientale”, ha poi aggiunto. Il partenariato orientale è stato stretto dall’Unione europea con Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldavia, Ucraina e Bielorussia. Tale collaborazione è nata nel quadro della politica europea di vicinato e il progetto mira a favorire un avvicinamento di questi 6 paesi all’Unione Europea. 

La discussione sui temi della sicurezza in Africa rimangono comunque primari nella riunione dei capi della diplomazia europei. La regione del Sahel, di cui si discute in questo Consiglio, comprende la fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, l’area è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione. A dicembre del 2018, l’Unione Europea e la Francia avevano annunciato l’erogazione di un fondo di sviluppo del valore di 1,3 miliardi di euro volto a combattere i gruppi armati nei Paesi del Sahel. Nello specifico, l’UE si è impegnata a donare 800 milioni di euro, mentre la Francia fornirà 500 milioni a favore del corpo antiterrorismo G5-Sahel, di cui è una dei principali sostenitori. Quelli del 13 e 14 maggio del Consiglio affari esteri saranno due giorni “lunghi e impegnativi”, ha dichiarato la Mogherini. Circa 70 persone sono attese tra ministri degli Esteri e primi ministri. L’alta rappresentante ha aggiunto che il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, raggiungerà i ministri dei vari Paesi a cena, la sera di lunedì 13 maggio. Per il giorno successivo è poi prevista una conferenza in occasione delle celebrazioni del partenariato orientale. “Nonostante le difficoltà e i problemi che stiamo affrontando nella regione, il nostro partenariato è riuscito a compiere uno sforzo comune in termini di commercio, sviluppo economico, diritti umani, ruolo della società civile, liberalizzazione dei visti e in molti altri campi”, ha riferito la Mogherini. 

L’alta rappresentante per l’Unione Europea e Serraj discuteranno, nello specifico, della crisi libica e del supporto europeo al Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, che si trova sotto attacco da parte del generale Khalifa Haftar, dal 4 aprile. L’incontro a Bruxelles di lunedì mette fine al tour europeo di Serraj, in cui il premier libico ha cercato di ottenere l’appoggio occidentale contro l’offensiva del generale di Tobrouk. Serraj si è recato a Roma, martedì 7 maggio, per incontrare il primo ministro italiano Giuseppe Conte. Il giorno successivo, è volato a Parigi, dove ha tenuto un colloquio con il presidente francese Emmanuel Macron. L’8 maggio ha poi visitato Londra, dove ha incontrato il ministro degli esteri britannico, Jeremy Hunt. I tre Paesi hanno ribadito il loro sostegno al governo di Tripoli e hanno condannato unanimemente l’attacco di Haftar, chiedendo che venga negoziato un cessate il fuoco. Tuttavia, nessuna misura ulteriore sembra essere stata concordata. Lo scorso mese, tuttavia, la Francia era stata accusata da Tripoli di aver sostenuto il governo di Tobruk, supportato apertamente da Russia, Egitto, Francia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Il sostegno francese è sempre stato negato dall’Eliseo. Intanto, a Tripoli, continuano i combattimenti, sopratutto nella periferia meridionale della città. Tre civili sono rimasti uccisi, domenica 12 maggio, Zawiya, a 50 km a ovest della capitale, in un raid aereo condotto dalle forze di Haftar. Da aprile ad oggi, i combattimenti in Libia hanno causato la morte di almeno 432 persone e il ferimento di 2.069, secondo quanto riferisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tra queste vittime vi sono numerosi civili e operatori sanitari. Il numero di sfollati interni, inoltre, ha superato le 32.000 persone.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

 

di Redazione

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