Libia: raid aereo di Haftar su Zawiya, 3 morti

Pubblicato il 13 maggio 2019 alle 6:00 in Africa Libia

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Tre civili sono rimasti uccisi, domenica 12 maggio, Zawiya, a 50 km a ovest di Tripoli, in un raid aereo condotto dalle forze del generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk.

L’attacco di domenica, in cui sono morti 3 civili, è stato condotto contro Zawiya, città nei pressi della quale si trova la più importante raffineria di petrolio del Paese, con una capacità di 120mila barili di petrolio al giorno. Tale struttura è stata costruita nel 1974 dalla Snamprogetti, ed è gestita dalla Azawia Oil Refining Company, una succursale della compagnia nazionale libica, ossia la National Oil Corporation (NOC).  

L’annuncio è stato divulgato dai media governativi libici, mentre il quotidiano panarabo Asharq al Awasat, che a sua volta citava fonti militari, ha reso noto che ingenti truppe fedeli ad Haftar si stanno attualmente dirigendo verso Sirte, situata 450 chilometri a est di Tripoli, con l’intenzione di “liberare Tripoli dai terroristi”.

Il governo di unità nazionale di Tripoli, nei giorni passati, aveva reso noto di aver dispiegato alcune truppe nei dintorni della città natale del defunto dittatore Muammar Gheddafi, Qasr Abu Hadi; si tratta di un villaggio della Tripolitania situato a circa 20 km da Sirte.

L’attuale situazione in Libia è la conseguenza di una generalizzata instabilità che è iniziata a seguito della deposizione del dittatore Muammar Gheddafi, attraverso un intervento NATO capeggiato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011. La Libia oggi è un Paese frammentato e scosso dalle violenze. Il potere politico è diviso tra due governi rivali. Il primo, creato dall’ONU, con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, e con sede a Tripoli. Questo è sostenuto dalle Nazioni Unite, Italia, Turchia, Qatar e Sudan. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Ad oggi, i combattimenti a Tripoli hanno causato la morte di almeno 432 persone e il ferimento di 2.069, secondo le cifre aggiornate dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tra queste vittime vi sono numerosi civili e operatori sanitari. Il numero di sfollati interni, inoltre, ha superato le 32.000 persone.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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