Siria: continua l’offensiva contro Idlib, quasi 140.000 sfollati

Pubblicato il 2 maggio 2019 alle 15:54 in Russia Siria

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Da febbraio a oggi, l’offensiva nell’area compresa tra Hama e Idlib ha costretto circa 140.000 persone ad abbandonare le proprie case, mentre continuano i bombardamenti del regime siriano del presidente Bashar Al-Assad e della Russia. 

Oltre 138.500 uomini, donne e bambini sono fuggiti da tale zona della Siria, secondo quanto ha affermato David Swanson, dell’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite, OCHA. “Tra l’1 febbraio e il 28 aprile, stando alle nostre stime, oltre 32.500 persone si sono spostate tra i governatorati di Aleppo, Idlib e Hama”, ha dichiarato Swanson. Le vittime civili, nello stesso periodo e nella stessa area, ammontano a circa 200. Intanto, una nuova ondata attacchi aerei ha colpito scuole e ospedali, questa settimana, secondo l’OCHA. “Le Nazioni Unite sono profondamente preoccupate per la recente escalation”, ha riferito ancora Swanson.

Gli attacchi hanno preso di mira alcune zone delle città di Hama e Idlib, incluso il villaggio di al-Qasabiyah. “La maggior parte degli abitanti di Al-Qasabiyah si è spostata in paesini più sicuri a causa delle offensive nell’area”, ha dichiarato il responsabile dell’OCHA. Alcuni giornalisti, presenti sul luogo, hanno riferito che mercoledì 1 maggio un violento attacco aereo ha colpito il villaggio. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha dichiarato che i bombardamenti degli ultimi 2 giorni sono stati i più intensi da quando è stato siglato l’accordo per la creazione di una zona cuscinetto nell’area. In tale contesto, gli Stati Uniti hanno sollecitato la Russia a rispettare i propri impegni e a fermare l’escalation a Idlib. “La violenza deve finire”, ha riferito in una nota il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Morgan Ortagus.

Sebbene nella provincia sia in vigore un cessate il fuoco, poiché è interessata da un accordo per la creazione di una zona cuscinetto, negoziato da Russia, Turchia e Iran, numerosi attacchi aerei da parte delle forze del regime e dei suoi alleati continuano a verificarsi. La zona franca è stata creata a seguito di un’intesa, raggiunta il 17 settembre 2018 a Sochi, che mirava a evitare un massiccio assalto del regime nella provincia. Quindi, è stata istituita un’area di 15 – 20 chilometri in cui le fazioni ribelli potessero considerarsi al sicuro rispetto agli attacchi del regime. Il patto prevedeva, inoltre, la demilitarizzazione e la consegna di tutte le armi. Il più importante gruppo armato della provincia è Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e i gli scontri dell’HTS con le forze del regime sono aumentati nelle ultime settimane, secondo quanto riferiscono fonti locali.

L’HTS è un gruppo jihadista di ideologia salafita, affiliato ad Al-Qaeda e coinvolto da anni nella guerra civile siriana. Tale organizzazione è dominata da una fazione precedentemente nota come Fronte al-Nusra. HTS mantiene il controllo di circa il 60% del territorio dell’area demilitarizzata. Tuttavia, già il 7 ottobre 2018, il presidente siriano Assad aveva dichiarato che l’accordo russo-turco era “temporaneo” e che nonostante questo sia stato funzionale ad evitare spargimenti di sangue, il fine ultimo del suo governo rimaneva quello di ripristinare il controllo su tutta la Siria. La guerra civile in Siria ha causato la morte di oltre 370.000 persone e ha costretto milioni di persone ad abbandonare le proprie case, da quando è iniziata nel marzo del 2011. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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