Nave da guerra francese passa per lo stretto di Taiwan

Pubblicato il 25 aprile 2019 alle 16:04 in Cina Francia Taiwan

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Una nave da guerra francese ha attraversato lo Stretto di Taiwan, un evento estremamente raro che potrebbe aumentare ulteriormente le tensioni tra Cina e potenze occidentali nell’area. 

Il passaggio della nave francese è avvenuto il 6 aprile, ma è stato confermato, anche dalla Cina, solo il 25 dello stesso mese. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, che riporta per prima la notizia, questo gesto rappresenta il sostegno di Parigi alla libertà di navigazione nell’area. Gli Stati Uniti hanno, per anni, compiuto azioni simili, in supporto a Taiwan e contro l’ingerenza cinese in tale zona. La mossa parigina potrebbe aprire la strada a simili prese di posizione, da parte di altri Paesi, come il Giappone e l’Australia, secondo quanto riporta Reuters. 

La nave francese è stata identificata dalle autorità cinesi: si tratta della fregata Vendemiaire, già nota ai militari di Pechino, ma che non era mai transitata per lo Stretto di Taiwan. A seguito del passaggio, la Cina ha comunicato alla Francia che non sarebbe stata più benvenuta alla parata navale per celebrare i 70 anni dalla fondazione della Marina cinese. A tale evento partecipano navi da guerra provenienti dall’India, dall’Australia e da molte altre nazioni. Pechino ha sottolineato che considera il gesto di Parigi “illegale” e ha dichiarato che prenderà misure severe a tale riguardo. “Le forze armate cinesi, in conformità con la legge, hanno inviato navi della marina per identificare la nave francese e per intimarle di andarsene”, ha riferito il portavoce del ministro della Difesa, Ren Guoqiang, durante a una conferenza stampa. “I militari cinesi resteranno vigili per salvaguardare con fermezza la sovranità e la sicurezza della Cina”, ha aggiunto. Il colonnello Patrik Steiger, portavoce del capo dello staff militare della Francia, ha rifiutato di commentare l’accaduto. 

I rapporti tra Pechino e l’isola di Taiwan, che gode di una indipendenza de facto, ma viene considerata dalla Cina continentale una sua provincia, non sono mai stati semplici. I problemi sono iniziati da quando, nel 1949, il capo del Partito Nazionalista Quomindang è fuggito da Pechino, trovando rifugio sull’isola di Taiwan, alla fine della guerra civile con il Partito Comunista che, nello stesso anno, fondava la Repubblica Popolare Cinese. Sebbene l’isola abbia continuato ad avere un suo governo eletto e indipendente, la Cina Continentale continua a vederla come una sua provincia a statuto speciale. Pechino continua, infatti, a basare i suoi rapporti internazionali sul principio “una sola Cina” e non ha mai escluso la possibilità di ricorrere all’uso della forza, per portare l’isola di nuovo sotto il proprio controllo.

Il passaggio della nave da guerra francese arriva in un momento caratterizzato da crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina. Taiwan rimane uno dei nodi critici del rapporto tra le due super potenze, a causa del supporto USA all’indipendenza dell’isola.  Tuttavia, è importante sottolineare che la guerra commerciale tra Pechino e Washington è ancora in corso, con Trump che aveva minacciato di aumentare i dazi sulle importazioni di prodotti cinesi fino a raggiungere il valore di 200 miliardi di dollari. Anche se Washington non ha legami formali con Taiwan, gli Stati Uniti rappresentano il principale fornitore di armamenti bellici. Secondo il Pentagono, Washington ha venduto a Taiwan oltre 15 miliardi di dollari in armi, dal 2010. Da parte sua, la Cina ha aumentato la pressione sull’isola, nel tentativo di affermare la sua sovranità sull’area. Infatti, Pechino ha ripetutamente inviato aerei militari e navi nei pressi di Taiwan e ha lavorato per isolare l’isola a livello internazionale, riducendone i pochi rimanenti alleati diplomatici.

Il gesto francese arriva in un momento caratterizzato, inoltre, da buone relazioni commerciali tra Pechino e Parigi. Il mese scorso, Francia e Cina hanno firmato accordi per un valore di miliardi di euro durante una visita a Parigi dal presidente cinese, Xi Jinping. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato di voler creare un fronte europeo unito per stare al passo con i progressi cinesi nel commercio e nella tecnologia. “È importante che altri paesi operanti in Asia dimostrino che non si tratta solo di una competizione tra Washington e Pechino, perché ciò che la Cina sta facendo rappresenta una sfida più ampia per il sistema internazionale liberale”, ha riferito un analista del Woodrow Wilson Centre di Washington, a tale proposito. Se i Paesi europei avranno un ruolo più attivo nelle contese asiatiche è ancora incerto e quale potrebbe essere la reazione della Cina è, allo stesso tempo, sarà tutto da vedere. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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