Mosca: black-out in Venezuela provocati da Washington

Pubblicato il 24 aprile 2019 alle 9:45 in Russia USA e Canada Venezuela

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I black-out e il collasso delle strutture di alimentazione elettrica del Venezuela sono il risultato di un’operazione pianificata e guidata dagli Stati Uniti e Mosca ne ha le prove. È quanto ha dichiarato il ministro della Difesa russo, il colonnello generale Alexander Fomin, in un’intervista al canale televisivo vicino al Cremlino Russia Today.

Fomin ha detto che “gli Stati Uniti non si fermano davanti a niente” quando si tratta di fare pressione sul Venezuela. “Non rifiutano nessuno strumento. Usano ampiamente  tutti gli strumenti delle guerre ibride, delle cosiddette rivoluzioni colorate, così come istruiscono leader amici e militanti dei movimenti radicali” – ha detto il vice ministro, aggiungendo che “Washington ricorre a tutto: tangenti, minacce, sanzioni contro settori chiave dell’economia”. In generale, spiega, “esercitano ogni tipo di pressione” sulle autorità venezuelane.

“È evidente a tutti che è in corso una ‘operazione blackout’. Si tratta di una chiusura programmata e artificiale delle strutture energetiche, che influisce negativamente sull’atmosfera del paese e non fa altro che aggravare la crisi esistente, principalmente la crisi economica, ma anche la situazione negli ospedali e nelle strutture pubbliche” –  ha aggiunto Fomin.

Inoltre, l’alto diplomatico russo ha dichiarato che Washington non si fermerà e che Cuba e il Nicaragua saranno “le prossime vittime” dell’offensiva statunitense volta a eliminare ogni governo considerato ostile nel continente. ” C’è un completo disprezzo e una continua violazione delle norme del diritto internazionale, di tutte le regole della decenza” – ha attaccato. 

Fomin ha sostenuto tuttavia che “l’opzione della forza” che gli Stati Uniti hanno preparato per deporre il presidente venezuelano Nicolás Maduro e con cui “minacciano e spaventano tutti” non è vantaggiosa per Washington, perché “può unire più persone attorno al governo venezuelano” rafforzando così il chavismo.

Il viceministro russo ha aggiunto inoltre che la Russia non sta intervenendo militarmente nel paese latinoamericano, ma che sostiene il Venezuela in termini di “cooperazione tecnico-militare” e “in termini di rinnovamento di armi e equipaggiamento militare” nel quadro degli accordi siglati tra Mosca e Caracas in passato. 

Nell’intervista, in cui ha parlato anche di altri temi di attualità internazionale, tra cui la situazione in Siria e l’attenzione che Mosca e Pechino prestano alla situazione in Asia Centrale, che ha spinto Russia e Kazakistan, d’accordo con la Cina, a rafforzare la frontiera meridionale del Tagikistan, Fomin ha affermato tuttavia che un dialogo con Washington sarebbe fondamentale per ridurre le tensioni.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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