Marocco: arrestati 7 sospetti jihadisti legati all’Isis

Pubblicato il 24 aprile 2019 alle 13:04 in Africa Marocco

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Le autorità marocchine hanno arrestato 7 sospetti jihadisti accusati di avere legami con il gruppo dello Stato islamico. È quanto ha reso noto l’Ufficio centrale di investigazione giudiziaria, specificando che “un gruppo di 7 sospettati marocchini, di età compresa tra i 22 ei 28 anni, è stato ritenuto colpevole della tentata pianificazione di attentati terroristici”. 6 di loro sono stati arrestati nella città costiera di Salè, vicino a Rabat, in un raid guidato dalla squadra antiterrorismo dell’Ufficio centrale. Dispositivi elettronici, armi e documenti sospetti sono stati trovati durante la perquisizione. Il settimo uomo, invece, è stato catturato nei pressi di Dakhla, nel Sahara Occidentale, con l’accusa di avere legami con i detenuti di Salè.

Il Marocco è stato risparmiato da nuovi attacchi jihadisti su larga scala dopo l’ultimo attentato terroristico del 28 aprile 2011, nella famosa piazza Jamaa El Fna di Marrakech, dove 17 persone, principalmente turisti europei, sono rimasti uccisi. Ciononostante, le autorità annunciano regolarmente lo smantellamento di cellule legate all’Isis.

Il Global Terrorism Index 2018 ha inserito il Marocco al 132esimo posto in una lista di 162 nazioni che indica il rischio di minaccia terroristica. Rispetto al 2017, quando si trovava al 123esimo posto, il Paese nordafricano ha guadagnato ben 9 posizioni.

In risposta alla minaccia terroristica, le autorità marocchine hanno modernizzato il proprio apparato di sicurezza per combattere la radicalizzazione e il crimine organizzato. Nello specifico, il Marocco ha investito massicciamente nelle sue unità di intelligence e di polizia, creando sofisticate reti di cooperazione e condivisione tra le principali forze antiterrorismo del Paese. Il BCIJ, che è stato spesso descritto come “l’FBI marocchino”, in quanto composto da 400 detective e 700 agenti sul campo, altamente qualificati e preparati per sradicare le varie forme di terrorismo nazionale e transnazionale. Tale organo lavora in collaborazione con altri sotto-dipartimenti e sotto-divisioni di sicurezza, sotto la guida del Ministero dell’Interno, creando una vasta gerarchia interconnessa di unità anti-terrorismo. Dal 2015 all’aprile 2018, gli agenti del BCIJ hanno neutralizzato 815 terroristi e smantellato 53 cellule.

Il primo giugno, il re marocchino, Mohammed VI, ha inaugurato l’Institute for Specialized Training (IST) , un sistema di sicurezza volto a rafforzare le attività di intelligence e antiterrorismo nel Paese che opererà sotto l’ombrello della Direzione Generale per la Sicurezza Nazionale (DGNS) e la Direzione Generale per la Sorveglianza Territoriale (DGST). L’istituto mira a dotare le reclute delle competenze necessarie a contrastare le crescenti minacce alla sicurezza e all’integrità territoriale del Paese e, con le sue strutture di formazione all’avanguardia, è destinato a concentrarsi su servizi di intelligence, indagini penali, decodifica e intercettazione della comunicazione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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