Siria: Assad e la Russia bombardano la provincia di Idlib

Pubblicato il 23 aprile 2019 alle 14:33 in Russia Siria

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Almeno 2 civili sono stati uccisi e diversi sono rimasti feriti in seguito ai massicci bombardamenti lanciati il 23 aprile dal regime siriano e dal Russia, nella provincia di Idlib. 

Una donna anziana, Shaha Alhamaden, è stata uccisa e altre 4 persone sono rimaste ferite, dopo che un attacco missilistico ha colpito la città di Saraqib, per la seconda volta, secondo quanto ha riferito la squadra di soccorso dei caschi bianchi. Gli attacchi aerei russi sono stati lanciati in 12 aree della Siria occidentale, tra cui una zona nei pressi di una prigione della città di Idlib, nella giornata del 23 aprile. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha affermato che le offensive russe sono state coordinate con la Turchia. Fonti locali hanno riferito che un altro civile è stato ucciso e 3 sono rimasti feriti a seguito di un bombardamento effettuato dal regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, nella stessa area del Paese. 

Sebbene nella provincia di Idlib sia in vigore un cessate il fuoco, poiché è interessata da un accordo per la creazione di una zona cuscinetto, negoziato da Russia, Turchia e Iran, continuano a verificarsi numerosi attacchi aerei da parte delle forze del regime e dei suoi alleati. Almeno 321 civili, tra cui 103 bambini e 71 donne, sono morti nei bombardamenti su Idlib, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani. La zona cuscinetto è stata creata a seguito di un’intesa, raggiunta il 17 settembre 2018 a Sochi, che mirava a evitare un massiccio assalto del regime nella provincia. Quindi, è stata istituita un’area di 15 – 20 chilometri in cui le fazioni ribelli potessero considerarsi al sicuro rispetto agli attacchi del regime. 

Il patto prevedeva, inoltre, la demilitarizzazione e la consegna di tutte le armi. Il più importante gruppo armato della provincia è Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e i gli scontri dell’HTS con le forze del regime sono aumentati nelle ultime settimane, secondo quanto riferiscono fonti locali. L’HTS è un gruppo jihadista di ideologia salafita, affiliato ad Al-Qaeda e coinvolto da anni nella guerra civile siriana. Tale organizzazione è dominata da una fazione precedentemente nota come Fronte al-Nusra. HTS mantiene il controllo di circa il 60% del territorio dell’area demilitarizzata. Tuttavia, già il 7 ottobre 2018, il presidente siriano Assad aveva dichiarato che l’accordo russo-turco era “temporaneo” e che nonostante questo sia stato funzionale ad evitare spargimenti di sangue, il fine ultimo del suo governo rimaneva quello di ripristinare il controllo su tutta la Siria. 

 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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