Cina e Filippine: Nuove tensioni nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 23 aprile 2019 alle 11:40 in Asia Cina

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La tensione tra Cina e Filippine nel Mar Cinese Meridionale è di nuovo alle stelle, dopo un periodo di tregua caratterizzato dalla politica di dialogo e di apertura verso la Cina portata avanti dal presidente filippino Rodrigo Duterte.

Pechino e Manila trovano a fronteggiarsi ancora una volta per la sovranità sulle acque del Mar Cinese Meridionale dopo la disputa del 2012, quando il governo delle Filippine allora in carica diede avvio a un arbitraggio internazionale presso la Corte dell’Aia per ribellarsi alle operazioni di costruzione portate avanti dalla Cina sulla scogliera Scharborugh. La ragione della nuova tensione è una presenza sempre più forte della Cina intorno all’avamposto militare più importante delle Filippine situato su una delle isole dell’arcipelago Spratly. Si tratta di uno dei gruppi di isole più importanti del Mar Cinese Meridionale su cui la Cina rivendica sovranità territoriale secondo la “linea a 9 punti” che ha tracciato per delineare quale porzione – circa il 90% – delle acque contese sarebbe sotto la sua sovranità nazionale.

Secondo le statistiche del governo filippino, nei primi 3 mesi del 2019, sono state avvistate 657 volte ben 275 navi cinesi diverse in prossimità dell’isola di Thitu, dove si trova l’avamposto militare filippino poco distante da una delle isole artificiali più grandi costruite dalla Cina nell’arcipelago Spratly nota come Mischief Reef. Tra le navi avvistate ci sarebbero anche vascelli cinesi definiti come “milizia marittima”, ovvero navi commerciali che però hanno lo scopo di proteggere gli interessi di Pechino e che spesso vengono affiancati da imbarcazioni delle forze dell’ordine cinesi o dalle navi da guerra.

La presenza di così tante navi cinesi non ha solo bloccato l’accesso ai pescatori filippini, ma ha anche limitato le possibilità di movimento delle navi della marina delle Filippine, nonostante si tratti di acque che la sentenza alla fine dell’arbitraggio internazionale giunta nel 2016, ha definito come legittimamente parte del territorio di Manila. La decisione finale del Tribunale dell’Aia non è stata però messa in atto con vigore dalle Filippine poiché, con l’entrata in carica del presidente Duterte nell’estate del 2016, questi ha scelto di tenere una linea più morbida nei confronti di Pechino e di puntare al dialogo bilaterale per risolvere le contese sul Mar Cinese Meridionale.

Il cambiamento e il ritorno alla tensione attuale, con l’aumentata presenza cinese nelle isole Spratly giunge dopo il chiarimento da parte degli Stati Uniti in merito alla portata del trattato di mutua difesa che lega i due alleati storici: Filippine e Stati Uniti. Per anni, Manila aveva chiesto a Washington di chiarire in modo inequivocabile se un attacco da parte di un Paese terzo sulle zone del Mar Cinese Meridionale amministrate dalle Filippine, ma oggetto di contesa territoriale, fosse o meno da considerare materia coperta dal trattato di mutua difesa. Nel mese di marzo, il segretario di stato Usa, Mike Pompeo, ha chiarito questo punto per la prima volta affermando che le attività di costruzione di isole artificiali e le operazioni militari della Cina nel Mar Cinese Meridionale mettono in pericolo la sovranità, la sicurezza e la sopravvivenza delle Filippine “e anche quella degli Stati Uniti”. Pompeo ha aggiunto che qualsiasi attacco armato alle forze dell’ordine, agli aerei o alle imbarcazioni pubbliche filippine nelle acque contese attiverebbe l’obbligo di mutua difesa da parte degli Stati Uniti, come previsto dall’articolo 4 del trattato.

Le operazioni cinesi sembrano, alla luce di queste dichiarazioni del capo della diplomazia di Washington, volte a mettere alla prova l’alleanza tra Filippine e Stati Uniti, già messa in discussione dal presidente Duterte con il suo approccio, finora, pro-Cina che sembra messo in discussione adesso con le elezioni alle porte. Alle prossime elezioni, per quanto non presidenziali, il popolo esprimerà indirettamente il suo giudizio sull’operato dell’amministrazione Duterte e il presidente sa bene quanto il Mar Cinese Meridionale stia a cuore al suo popolo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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