Afghanistan: scontri ed esplosione a Kabul, 7 morti

Pubblicato il 21 aprile 2019 alle 10:30 in Afghanistan Asia

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Un’esplosione ha fatto seguito ad alcuni scontri a fuoco nel centro della capitale afghana, Kabul, sabato 20 aprile, in prossimità del Ministero delle Comunicazioni e della più una nota struttura alberghiera della città.

L’attacco ha causato la morte di 7 persone, ed  è stato rivendicato dallo Stato Islamico attraverso l’agenzia di stampa del gruppo, Amaq, nella giornata di domenica 21 aprile.

A riferirlo inizialmente sono stati alcuni ufficiali, poi la notizia è stata confermata ufficialmente dal portavoce del Ministero dell’Interno, Nasrat Rahimi, il quale ha reso noto che, nella giornata di sabato 20 aprile, sono dapprima scoppiati alcuni scontri a fuoco intorno al Ministero delle Comunicazioni e dell’Informazione, e poi si è verificata una detonazione. L’esplosione è avvenuta in prossimità dell’Hotel Serena, una delle poche strutture alberghiere usate dai visitatori internazionali e localizzata nell’area principale per i commerci cittadini. 

Il periodo recente è stato caratterizzato dal rinvio dei colloqui di pace tra i talebani e il governo afghano, i quali dovevano avere luogo in Qatar, e dalla ripresa di una crescente conflittualità nel Paese, in particolare a carico del gruppo talebano, il quale ha avviato, come già negli anni passati, una massiccia campagna insurrezionale in concomitanza con l’arrivo della primavera. Solo nella serata di domenica 14 aprile, si sono verificati due attacchi separati che hanno colpito specificatamente la popolazione più giovane. L’esplosione di un ordigno ha causato la morte di 7 bambini, nella provincia orientale di Laghman, e un gruppo di uomini armati ha distrutto una scuola femminile, nella provincia occidentale di Farah. Prima ancora, l’8 aprile, l’esplosione di una bomba artigianale ha provocato la morte di 2 persone e il ferimento di altre 5 nella città di Jalalabad, nella provincia orientale di Nangarhar.  Un altro attacco è stato portato a termine dai talebani la notte tra l’1 e il 2 aprile, quando almeno 8 membri delle forze di sicurezza, tra cui 6 poliziotti locali e 2 membri della polizia nazionale afghana, erano stati uccisi in un attentato. Poco prima, nella giornata di sabato 30 marzo, 4 studenti erano morti, e altre 17 persone, di cui 15 alunni e 2 insegnanti, erano rimaste ferite in un’altra esplosione causata sempre dai talebani. Nella medesima giornata, in attacchi separati, sempre a carico dei talebani, sono rimaste uccise un totale di oltre 30 persone, tra cui sia civili sia forze dell’ordine, quando il gruppo estremista ha lanciato alcuni assalti contro altri checkpoint di sicurezza in vari punti del Paese. In un attacco precedente, avvenuto nella tarda serata del 29 marzo, nella città di Ghazni, 9 poliziotti afghani sono rimasti uccisi quando alcuni militanti talebani hanno lanciato una imboscata presso un checkpoint. Quasi in contemporanea, altri 4 poliziotti sono rimasti uccisi, e due feriti, dopo che un differente gruppo di talebani ha aperto il fuoco presso il checkpoint di sicurezza allestito nella regione afghana meridionale di Zabul.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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