Tripoli accusa la Francia: Parigi sostiene Haftar, chiudiamo tutti i rapporti diplomatici

Pubblicato il 19 aprile 2019 alle 11:25 in Francia Libia

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Il ministro dell’Interno di Tripoli, Fathi Bashagha, ha ordinato di cessare tutte le attività e tutti gli accordi bilaterali, compresa la cooperazione di sicurezza, del Governo di Unità Nazionale (GNA) con la Francia. Il punto di vista libico e quello francese. 

“Qualsiasi rapporto con la controparte francese e qualsiasi accordo bilaterale relativo alla sicurezza cesserà di esistere”, ha comunicato il Ministero dell’Interno di Tripoli, in una dichiarazione rilasciata il 18 aprile. Bashagha ha poi riferito che l’interruzione della cooperazione con la Francia include anche programmi di formazione e gli altri accordi bilaterali. Tale decisione è da ricondursi, secondo le autorità di Tripoli, al sostegno che Parigi assicura al comandante Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk, definito dal GNA un “criminale di guerra”. Dal 4 aprile, il generale della Cirenaica è impegnato in una violenta offensiva contro la capitale libica. Secondo quanto riporta il quotidiano locale Libya Observer, sempre il 18 aprile, Bashagha ha chiesto al procuratore generale di Tripoli di assicurare alla giustizia Haftar e l’Esercito Nazionale Libico (LNA), a lui fedele, per via dei crimini di guerra da questi commessi durante gli scontri. Il ministro si riferisce, nello specifico, al bombardamento indiscriminato in corso nelle zone residenziali della capitale libica, soprattutto nella parte meridionale della città, dove il numero di morti civili continua ad aumentare. Il procuratore generale di Tripoli ha quindi emesso un mandato di arresto contro Haftar. Precedentemente l’LNA aveva adottato la stessa misura nei confronti del primo ministro del governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj.

La Francia, da parte sua, ha negato le accuse e ha “ribadito il suo sostegno al Governo di Unità Nazionale di Tripoli”, definendo il supporto di Parigi ad Haftar come “presunto”. “La Francia sostiene il legittimo governo del primo ministro Fayez al-Sarraj e incoraggia la mediazione delle Nazioni Unite per una soluzione politica inclusiva in Libia”, ha riferito una fonte dell’Eliseo. “Le dichiarazioni relative ad un sostegno e una copertura diplomatica a Haftar sono completamente infondate”, ha aggiunto un funzionario del Ministero degli Affari Esteri francese. Non è la prima volta che le autorità di Tripoli avevano annunciato la sospensione della cooperazione con la Francia, a causa delle stesse accuse. Il canale d’informazione francese, France24, riferisce che diversi siti web hanno riportato la notizia di alcune manifestazioni della popolazione libica contro la Francia, nelle quali i partecipanti indossavano giubbotti gialli, in riferimento al movimento dei “gilet gialli” che manifestano a Parigi, dal 17 novembre, contro l’amministrazione Macron.

Le accuse formalizzate da Tripoli, il 18 aprile, erano già state lanciate da alcune autorità italiane. Già il 9 aprile, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, aveva accusato la Francia di intervenire in Libia unicamente per servire i propri interessi. Nel pomeriggio dell’11 aprile, il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, aveva svolto una informativa urgente sui recenti sviluppi della situazione in Libia. Lo stesso giorno, il ministro dell’Interno, Salvini, ha rilasciato dichiarazioni molto dure sul ruolo francese nel Paese nord-africano e su una possibile reazione italiana. L’agenzia di stampa Reuters ha avuto accesso ad una bozza di un documento europeo, bloccato dalla Francia, in cui si intendeva condannare unanimemente l’assalto su Tripoli del generale Haftar, uomo forte del governo di Tobruk. A tale proposito, è intervenuto Salvini che, in una trasmissione radio, ha dichiarato: “Se ci fossero interessi economici, dietro al caos in Libia, se la Francia avesse bloccato un’iniziativa europea per portare la pace, se fosse vero, non starò a guardare. Anche perché le conseguenze le pagherebbero gli italiani. Se qualcuno per business gioca a fare la guerra, con me ha trovato il ministro sbagliato”. 

Inoltre, sempre di Libia hanno discusso il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump in una conversazione telefonica, avvenuta nella serata del 17 aprile. I leader di USA e Italia hanno condiviso le relative preoccupazioni riguardanti l’attuale situazione nel Paese Nord-africano, sopratutto a seguito della recente escalation in atto nella capitale. Conte e Trump hanno quindi discusso l’opportunità di mantenere un filo diretto sulla questione, per trovare una soluzione comune a tale difficile situazione. Questo prevede nuovi contatti tra i due Paesi, fin dai prossimi giorni. Il colloquio del premier italiano con il presidente americano va ad inserirsi nei delicati equilibri internazionali sulla questione.

L’attuale situazione in Libia è la conseguenza di una generalizzata instabilità che è iniziata a seguito della deposizione del dittatore Muammar Gheddafi, attraverso un intervento NATO capeggiato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011. La Libia oggi è un Paese frammentato e scosso dalle violenze. Il potere politico è diviso tra due governi rivali. Il primo, creato dall’ONU, con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, e con sede a Tripoli. Questo è sostenuto dalle Nazioni Unite, Italia, Turchia, Qatar e Sudan. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OIM), due settimane di combattimenti a Tripoli hanno causato la morte 205 persone, tra cui 18 civili, mentre 913 sono rimaste ferite. 

La Francia ha stretto rapporti con Haftar sotto il governo dell’ex presidente, Francois Hollande, e grazie alle politiche portate avanti dal suo ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian. Quando l’attuale presidente francese, Emmanuel Macron, ha nominato Le Drian come suo ministro degli Esteri, Parigi ha aumentato il sostegno a Haftar, in stretto allineamento con l’Egitto e con gli Emirati Arabi Uniti. La posizione di Macron ha creato tensioni con l’Italia, che, da parte sua, ha cercato di assumere un ruolo di primo piano nel processo di pace, per mettere fine alle instabilità della sua ex colonia, in accordo con le Nazioni Unite. Entrambi i Paesi europei sono coinvolti nello sfruttamento delle risorse energetiche della Libia. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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