Libia: attacchi aerei alleati a supporto di Haftar, l’Italia stanzia 2 milioni per Tripoli

Pubblicato il 19 aprile 2019 alle 13:14 in Italia Libia

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Il Ministero degli Esteri italiano ha stanziato 2 milioni di euro per sostenere la popolazione civile in Libia, mentre l’offensiva del generale Haftar contro Tripoli continua a mietere vittime e a costringere gli abitanti della capitale a lasciare le proprie case. Intanto, un portavoce del governo di Tobruk dichiara che forze alleate stanno effettuando attacchi aerei in loro supporto.  

“In considerazione della situazione in Libia e dei rischi a cui sono esposti la popolazione civile, i rifugiati e i migranti, la Farnesina ha disposto un finanziamento di 2 milioni di euro a favore dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati a valere sul proprio Fondo Africa, per interventi di assistenza a favore di sfollati e rifugiati in Libia”, si legge sul sito ufficiale del Ministero. Il progetto italiano in Libia mira a distribuire beni di prima necessità a circa 20.000 famiglie sfollate, a garantire l’assistenza a 750 famiglie rifugiate, e ad avviare fino a 17 progetti di primissimo soccorso a beneficio di 8.500 individui.

Gli aggiornamenti sul campo, in Libia, delineano una situazione ancora estremamente critica. Secondo quanto riferisce il quotidiano locale, Libya Herald, il conflitto si è allargato verso il Sud del Paese, con le forze armate fedeli a Fayez al-Serraj, primo ministro di Tripoli, che avevano attaccato e preso temporaneamente il controllo della base aerea di Tamenhint, vicino alla città di Sebha, che è situata 700 km a Sud della capitale. L’assalto contro la postazione centro-meridionale di Haftar si è verificato il 18 aprile. Le forze armate di Tripoli hanno ucciso numerosi membri dell’esercito rivale e hanno preso possesso di alcuni veicoli blindati e diverse munizioni. Nella stessa giornata, però, hanno messo in atto un ritiro, definito “strategico”. La base aerea è quindi tornata nelle mani del comandante Haftar. A Tripoli, gli scontri nei quartieri meridionali della capitale continuano a rimanere bloccati in tale area, senza riuscire a sfondare verso il centro della città. Intanto, un portavoce del governo di Torbuk ha riferito che forze alleate del generale Haftar stanno conducendo attacchi aerei contro gli uomini fedeli al governo di Serraj. Il generale Abdessalem al-Hassi ha dichiarato, durante una conferenza stampa, giovedì 18 aprile, che alcuni “attacchi aerei amici” sono stati effettuati a Sud della capitale e hanno preso di mira l’esercito di Tripoli. Hassi ha specificato che i raid hanno colpito la città di al-Aziziyah, senza rivelare quale sia il Paese o i Paesi in questione. 

L’attuale situazione in Libia è la conseguenza di una generalizzata instabilità che è iniziata a seguito della deposizione del dittatore Muammar Gheddafi, attraverso un intervento NATO capeggiato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011. La Libia oggi è un Paese frammentato e scosso dalle violenze. Il potere politico è diviso tra due governi rivali. Il primo, creato dall’ONU, con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, ha sede a Tripoli ed è sostenuto dalle Nazioni Unite, Italia, Turchia, Qatar e Sudan. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti. In tale contesto, il sostegno della Farnesina alla Libia si inserisce in un delicato contesto che vede una forte opposizione di Roma e Parigi e arriva lo stesso giorno in cui Tripoli ha annunciato la cessazione di tutte le attività diplomatiche, compresa la cooperazione di sicurezza, del Governo di Unità Nazionale (GNA) con la Francia. Parigi, da parte sua, ha negato le accuse e ha “ribadito il suo sostegno al Governo di Unità Nazionale di Tripoli”, definendo il supporto di Parigi ad Haftar come “presunto”. Tuttavia, già il 9 aprile, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, aveva accusato la Francia di intervenire in Libia unicamente per servire i propri interessi. Nel pomeriggio dell’11 aprile, il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, aveva svolto una informativa urgente sui recenti sviluppi della situazione in Libia. Lo stesso giorno, il ministro dell’Interno, Salvini, ha rilasciato dichiarazioni molto dure sul ruolo francese nel Paese nord-africano e su una possibile reazione italiana. 

Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OIM), due settimane di combattimenti a Tripoli hanno causato la morte 205 persone, tra cui 18 civili, mentre 913 sono rimaste ferite. Secondo l’ultimo rapporto dell’Office of the Coordination of Humanitarian delle Nazioni Unite (OCHA), è necessaria una tregua umanitaria temporanea per consentire l’evacuazione delle persone intrappolate nei quartieri meridionali di Tripoli, dove gli scontri sono più violenti e la cui vita è in estremo pericolo. Secondo il documento, circa 24.400 persone risultano sfollate, dall’inizio dell’assalto a Tripoli del generale Haftar, che è avvenuto il 4 aprile. Solo il 60% delle ulteriori 1.400 richieste di evacuazione, ricevute dalle organizzazioni di soccorso, potrà essere portato a termine, se non verrà istituita una tregua umanitaria. I fondi stanziati dalla Farnesina dovrebbero andare ad intervenire specificatamente su queste situazioni. Non è chiaro se e come questo sarà possibile, data l’attuale situazione. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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