Afghanistan: rinviati i colloqui di pace con i talebani in Qatar

Pubblicato il 19 aprile 2019 alle 15:40 in Afghanistan Qatar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I colloqui di pace tra i talebani e il governo afgano in Qatar sono stati rinviati, a seguito di una serie di problemi relativi alle persone da inserire nelle delegazioni. 

Sultan Barakat, direttore del Centro per i conflitti e gli studi umanitari del Qatar, l’organizzazione che sponsorizza i colloqui, ha dato la notizia con un post su Twitter, riferendo che “purtroppo questo è necessario per costruire un consenso su chi dovrebbe partecipare alla conferenza”. I colloqui, che sarebbero dovuti iniziare venerdì 19 aprile, erano considerati un primo passo significativo verso un accordo per la conclusione delle violenze in Afghanistan e l’eventuale ritiro delle truppe statunitensi, che porrebbe fine alla più lunga guerra degli Stati Uniti. L’inviato degli Stati Uniti in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, ha riferito di essere “deluso dal fatto che l’iniziativa intra-afghana del Qatar sia stata rimandata”. “Siamo in contatto con tutte le parti e incoraggiamo che tutti rimangano impegnati nel dialogo”, ha scritto l’inviato su Twitter. “Esorto tutte le parti a cogliere l’attimo e rimettere le cose in carreggiata, accettando una lista di partecipanti che parli per tutti gli afghani”. I talebani non hanno immediatamente commentato il rinvio delle trattative, ma uno dei loro portavoce, Zabihullah Mujahed, il 18 aprile, aveva messo in discussione le dimensioni della delegazione governativa, dicendo che non era “normale” e che non avevano modo di incontrare così tante persone.

Il governo afgano aveva presentato l’elenco delle persone che avrebbero fatto parte della delegazione per il Qatar il 16 aprile. La delegazione doveva essere formata da 250 membri. Tra questi, 90 persone erano state scelte dai partiti e dai movimenti politici e le altre 150 erano invece nomine governative. Una bozza iniziale della lista dei nomi era stata fornita da Shah Hussain Murtazavi, il portavoce del presidente afghano Ashraf Ghani. Nell’elenco erano incluse ben 52 donne. Tra i nomi presenti sulla lista si trovavano anche quelli di alcuni ex leader mujaheddin, le formazioni islamiche afghane che si opponevano alla occupazione Sovietica del Paese, nella guerra che ha avuto luogo dal 1979 al 1989. Tra questi figuravano Ismail Khan, Atta Mohammad Noor e Mohammad Yunus Qanooni.

La delegazione includeva, inoltre, i nomi di alcuni stretti collaboratori dell’ex presidente Hamid Karzai e del leader del partito Hizb-e-Islami, Gulbuddin Hekmatyar. Tuttavia, non era previsto che Karzai e Hekmatyar partecipassero ai negoziati in Qatar. Dei 18 candidati alla presidenza dell’Afghanistan, solo il nome di Mohammad Haneef Atmar era nella lista. “L’elenco fornito dal governo afgano per la conferenza di Doha, che include membri scelti da partiti politici, personalità politiche indipendenti e istituzioni rilevanti e rappresenta tutti gli strati della società afgana, è stato completato oggi”, aveva riferito un portavoce del presidente Ghani, Haroon Chakhansuri. Secondo fonti locali, l’incontro in Qatar avrebbe dovuto rappresentare una piattaforma per lo scambio di opinioni sulle questioni relative al processo di pace tra gli afghani e i talebani.

Tali negoziati risultano particolarmente importanti in questo periodo, caratterizzato da una crescente conflittualità. Infatti, solo nella serata di domenica 14 aprile, si sono verificati due attacchi separati che hanno colpito specificatamente la popolazione più giovane. L’esplosione di un ordigno ha causato la morte di 7 bambini, nella provincia orientale di Laghman, e un gruppo di uomini armati ha distrutto una scuola femminile, nella provincia occidentale di Farah. Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.