Celebrazioni in Iran: il Medio Oriente deve unirsi contro il sionismo e l’arroganza USA

Pubblicato il 18 aprile 2019 alle 16:45 in Iran USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha invitato i Paesi di tutto il Medio Oriente a unirsi contro gli Stati Uniti e a combattere il sionismo, durante un discorso tenuto a Teheran, in occasione della parata militare annuale per celebrare il Giorno dell’Esercito. In tale occasione, sono state esibite le ultime tecnologie belliche del Paese mediorientale. 

Durante la cerimonia, che si è svolta giovedì 18 aprile, Rouhani ha invitato i Paesi della regione a “contrastare il sionismo”, affermando che gli Stati Uniti e il loro alleato, Israele, sono stati la causa principale dei problemi del Medio Oriente. Il presidente ha poi aggiunto che le forze armate iraniane, invece, non rappresentano una minaccia contro alcun Paese della regione.

“Le nazioni del Medio Oriente hanno vissuto l’una accanto all’altra per secoli e non hanno mai avuto problemi”, ha dichiarato Rouhani. “I problemi sono stati causati dall’esterno”, ha aggiunto. “Se oggi ci sono difficoltà nella regione, le sue radici sono da ritrovare nel sionismo o nell’arroganza americana”, ha sottolineato. Affiancato da alte cariche dell’esercito iraniano, Rouhani si è riferito direttamente ai Paesi dell’area, dichiarando che le forze armate di Teheran, i Guardiani della Rivoluzione, “non sono mai contro di te o contro i tuoi interessi nazionali” ma “sono contro gli aggressori”. “Rimaniamo uniti, stiamo insieme e liberiamo la regione dalla presenza degli assalitori”, ha continuato. Durante la cerimonia, i soldati hanno sfilato davanti a un podio, dove si trovavano Rouhani e le alte cariche militari. Questi hanno poi mostrato, tramite display, alcuni nuovi jet da combattimento progettati e prodotti in Iran. In tale occasione sono stati presentati anche missili, sottomarini, veicoli blindati, radar e sistemi di guerra elettronica locali. Infine, le autorità di Teheran hanno esibito il nuovo sistema di difesa missilistica del Paese, l’S-300, comprato dalla Russia.

Le provocazioni iraniane, sopratutto quelle riferite al ruolo dell’esercito, fanno riferimento al fatto che gli Stati Uniti hanno inserito le Guardie della Rivoluzione Islamica di Tehran nella lista delle organizzazioni terroristiche. È stata la prima volta che che Washington ha etichettato le forze armate di un’altra nazione come un gruppo terroristico. Gli Stati Uniti avevano già proscritto decine di individui e organismi per via dei loro legami con le Guardie della Rivoluzione iraniane, ma mai propriamente il Corpo militare in quanto tale. Nel 2007, il Dipartimento del Tesoro americano aveva tacciato le  Quds Force, l’unità dei Guardiani della Rivoluzione incaricata di condurre operazioni all’estero, di “supporto al terrorismo”, descrivendola come “il braccio principale della formazione per l’esecuzione della politica di sostegno ai gruppi terroristici e insurrezionali”. In seguito alla divulgazione della notizia, nella giornata di sabato 6 aprile, l’Iran ha reagito mettendo in guardia gli Stati Uniti sul fatto che Teheran avrebbe adottato misure analoghe, come poi ha fatto, dichiarando a sua volta l’esercito americano un’organizzazione terroristica, “al pari dell’ISIS”. Già nel 2007, il comandante delle Guardie della Rivoluzione, Mohammad Ali Jafari, aveva avvertito Trump che il suo esercito avrebbe considerato le forze americane al pari di quelle dello Stato Islamico. Tali minacce sarebbero particolarmente pericolose per le unità statunitensi operative in luoghi come l’Iraq, dove le milizie sciite filo-iraniane si trovano in prossimità delle truppe di Washington. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.