Mosca vara RuNet, rete internet russa

Pubblicato il 17 aprile 2019 alle 9:13 in Russia

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Per far fronte alle minacce informatiche e in risposta alle strategie di sicurezza informatica degli Stati Uniti, la Duma, camera bassa del parlamento russo, ha dato la sua approvazione martedì 16 aprile alla creazione di una rete Internet sovrana. Il controverso progetto presuppone non solo di creare una rete domestica che possa funzionare in modo indipendente, ma anche un sistema che consenta inoltre alle autorità russe di filtrare le informazioni esterne su quella rete e dunque di bloccare i contenuti che ritengano indesiderabili o pericolosi. Il piano è quello di creare un’infrastruttura tale da creare muri digitali in caso di un attacco informatico. La questione è che il sistema è parimenti valido per scollegare il paese dall’Internet globale per rimanere all’interno di un sistema puramente russo. Se altri paesi cercano di isolarla, la Russia si isolerà per prima, spiegano gli esperti.

La legge che stabilisce RuNet, come è stata chiamata la rete Internet sovrana russa, ha allarmato le organizzazioni per i diritti civili, che sostengono che dietro l’argomento della prevenzione della pirateria o degli attacchi digitali si nasconde l’intenzione di rafforzare il controllo della rete e limitare le libertà nel cyberspazio in un paese di oltre 144 milioni di abitanti, in cui il 76% della popolazione ha accesso a Internet. “L’intero pacchetto di misure prevede la creazione di un firewall russo globale di censura, è una minaccia per gli utenti” – afferma Artëm Kozluk, direttore del centro per la libertà in rete Roskomsvoboda. L’avvocato e l’attivista paragona la nuova legge con quella conosciuta come cybermuraglia cinese, con cui il governo di Pechino controlla la rete e blocca l’accesso a centinaia di siti Web e applicazioni, come Twitter, Facebook o YouTube.

Secondo la nuova legge russa, che entrerà in vigore il 1 novembre prossimo, sebbene si tratti di una serie di progetti che entreranno in vigore progressivamente con diverse fasi tecniche, le società di telecomunicazioni dovranno implementare “mezzi tecnici” per reindirizzare tutto il traffico Internet russo attraverso i punti di scambio che gestirà o approverà l’agenzia di telecomunicazioni russa, Roskomnazor. Questa agenzia controllerà il traffico e potrebbe bloccare contenuti vietati, come previsto dalla legge. Allo stesso tempo, il governo determinerà i tipi di minacce e le misure per eliminarli. Il governo, inoltre, determinerà i “casi di gestione dei mezzi tecnici per contrastare le minacce e il trasferimento di informazioni vincolanti”.

Il Cremlino sostiene che la norma serva a difendere la Russia da attacchi informatici e dal rischio di rimanere isolata da internet, come minacciato in più occasioni da Washington. Secondo l’opposizione, invece, che è scesa in piazza a Mosca e in altre città del paese in più occasioni sin dal 10 aprile scorso, Putin si sta assicurando il controllo delle informazioni.

La Russia blocca già l’applicazione di messaggistica Telegram, il social network professionale LinkdIn o il canale video DailyMotion, sebbene Telegram abbia aggirato il divieto attraverso una manovra tecnica ed è ancora disponibile. Le aziende responsabili di questi siti hanno rifiutato di memorizzare le informazioni dei suoi utenti in Russia per paura che l’Amministrazione richiedesse loro informazioni personali per perseguitare gli oppositori. L’amministrazione russa ha ora minacciato di fare lo stesso con Facebook o Twitter, anche se per il momento ha imposto solo sanzioni economiche minime.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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