Libia: equipaggiamento bellico dall’Egitto per Haftar, pronta una risoluzione ONU

Pubblicato il 17 aprile 2019 alle 16:54 in Egitto Libia

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Il capo del Consiglio presidenziale di Tripoli, Fayez Al-Serraj, ha fortemente criticato l’uomo forte di Tobruk, Khalifa Haftar, durante un incontro istituzionale e ha dichiarato che il suo assalto contro la capitale non sarebbe stato possibile senza il supporto di Paesi stranieri. Allo stesso tempo, fonti egiziane riferiscono che il Cairo sta inviando attrezzatura bellica difensiva al generale.

In un incontro, avvenuto martedì 16 aprile, con le autorità locali dei distretti di Sahil e Mountain, nella Libia occidentale, Serraj ha nuovamente condannato il supporto internazionale all’offensiva di Haftar, iniziata il 4 aprile. Il capo del Consiglio presidenziale di Tripoli ha poi aggiunto che i combattimenti nella capitale non sono una battaglia tra l’Est e l’Ovest della Libia, ma uno scontro tra coloro che vogliono un governo militare e coloro che difendono la democrazia e lo stato civile. “Chiedo agli abitanti della Libia orientale di essere saggi e di capire che questa guerra è guidata dagli interessi di un solo uomo che sta usando i loro figli come combustibile”, ha aggiunto Serraj.

Allo stesso modo, il Capo dell’Alto Consiglio di Stato, Khalid al-Mishri, ha affermato che non si siederanno ad alcun tavolo delle negoziazioni in cui sia presente anche l’uomo forte di Tobruk. “L’attacco di Haftar è un crimine di guerra e un atto terroristico, le prove sono i raid aerei delle sue forze sull’aeroporto e le zone residenziali, così come il reclutamento di ragazzi minorenni”, ha riferito al-Mishri. A tale proposito, sempre nella giornata del 16 aprile, il Regno Unito ha presentato una risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU in cui si chiede a tutte le fazioni libiche di cessare immediatamente il fuoco nella città di Tripoli.

Fonti diplomatiche affermano che la risoluzione del Regno Unito chiede a tutte le parti di cooperare con la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) e con il suo capo, Ghassan Salame, perché si raggiunga un cessate il fuoco a lungo termine in tutto il Paese nord-africano. La risoluzione può essere approvata solo se 9 su 15 membri votano a favore, a condizione che nessuno dei cinque Stati permanenti ponga il veto. Nessuna data è stata ancora fissata per la votazione finale del provvedimento. L’ambasciatore del Regno Unito presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha riferito ai giornalisti che la Gran Bretagna spera fortemente nell’approvazione di tale risoluzione. Nel frattempo, però, gli scontri nelle zone meridionali di Tripoli continuano, ai danni delle numerose persone che si trovano intrappolate nell’area.

Almeno 11 civili sono stati uccisi altri 36 sono rimasti feriti in una notte di attacchi missilistici nella capitale libica. Secondo fonti militari, Tripoli è stata sottoposta a un bombardamento intensivo per la terza notte consecutiva da parte dei lanciarazzi Grad e con colpi di cannone dell’esercito di Haftar, nelle aree di Qaser Bin Ghashir e Wadi Al-Rabi, a sud della capitale. Secondo alcuni testimoni oculari, numerosi missili hanno colpito i quartieri di Abu Salim, Khallet al-Furjan, Saladino e Saba’a. Inoltre, stando a quanto riferisce l’Ambasciata delle Filippine, tra i feriti risulta un loro connazionale, che si trova nel Paese per ragioni lavorative. In questa situazione, il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli ha annunciato un’indagine riguardo al sostegno finanziario e militare internazionale ad Haftar.

Il governo di Serraj è sostenuto dalle Nazioni Unite, dall’Italia, Turchia, Qatar e Sudan. Quello di Haftar, invece, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Nello specifico, l’Egitto ha dichiarato di fornire supporto militare all’uomo forte di Tobruk. Secondo il quotidiano The New Arab, alcuni funzionari egiziani di alto livello hanno rivelato che Il Cairo ha inviato equipaggiamento militare avanzato all’esercito di Haftar. Gli oggetti inviati includono occhiali per la visione notturna e sistemi di disturbo anti-aereo. Tuttavia, a causa delle pressioni internazionali, l’Egitto ha preferito non inviare armi “offensive” in Libia. “Il governo egiziano ha offerto sistemi di visione notturna poiché le forze di Haftar sono state costrette ad arretrare durante i contrattacchi avvenuti di notte”, hanno riferito i funzionari. “L’esercito ha posizionato sistemi di disturbo aereo vicino alla costa di Tripoli per ostacolare gli attacchi da parte del Governo di Accordo Nazionale”, hanno aggiunto.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), almeno 147 persone sono rimaste uccise e 756 ferite, da quando è iniziata l’offensiva di Haftar contro Tripoli, il 4 aprile. Entrambe le parti si accusano reciprocamente di mirare specificatamente agli obiettivi civili. Inoltre, circa 18.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case a causa del conflitto, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (UNOCHA). Un “numero significativo” di altre persone ancora risultano bloccate nelle zone interessate dai combattimenti, nella periferia meridionale di Tripoli, dove la situazione rimane “molto tesa”, secondo testimoni locali. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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