Corea del Nord: satelliti mostrano attività nucleari sospette

Pubblicato il 17 aprile 2019 alle 17:19 in Corea del Nord USA e Canada

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Alcune immagini satellitari mostrano una serie di attività in corso nel principale sito nucleare della Corea del Nord. Secondo quanto riferiscono gli esperti, i movimenti rilevati potrebbero essere associabili al ritrattamento di materiale radioattivo per la fabbricazione di ordigni nucleari. 

Le immagini mostrano una visuale dall’alto del laboratorio di radio-chimica presso il Centro di Ricerca Nucleare di Yongbyon, nella Provincia di Pyongan Nord. Gli scatti risalgono al 12 aprile, ma sono stati rilasciati solo il 16, e sono stati dettagliatamente analizzati dai ricercatori di Beyond Parallel, un progetto del Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (CSIS) di Washington. I ricercatori del CSIS hanno affermato, in un rapporto, che le immagini satellitari del sito nucleare mostrano cinque mezzi per il trasporto di materiale speciale, nei pressi del laboratorio di arricchimento dell’uranio e del laboratorio di radio-chimica. Gli esperti sostengono che il loro movimento potrebbe indicare il trasferimento di materiale radioattivo. “In passato, questi mezzi speciali sono stati associati al trasporto di materiale radioattivo e alle campagne di ritrattamento”, afferma il rapporto. “L’attività attuale, insieme alle loro configurazioni, non esclude il loro possibile utilizzo per tale attività, prima o dopo una campagna di ritrattamento”.

Qualsiasi nuova attività di ritrattamento evidenzierebbe il fallimento del dialogo tra Corea del Nord e Stati Uniti e escluderebbe la possibilità di un secondo summit trai leaders dei due Paesi. A tale proposito, in occasione di un discorso pronunciato dinanzi all’Assemblea Popolare Suprema, nella giornata di venerdì 12 aprile, il leader nordcoreano si era detto aperto a organizzare un eventuale nuovo incontro con Trump. Tuttavia, ha sottolineato che un ennesimo fallimento rischierebbe di aumentare le tensioni tra i due Paesi. La notizia è stata riferita dall’agenzia di stampa statale KCNA. Kim Jong-un ha spiegato che è “essenziale” che gli Stati Uniti cambino il “metodo” attualmente adottato nei colloqui con Pyongyang, e instaurino un nuovo approccio. Altrimenti “non importa quante volte ci si sieda a negoziare”, non si giungerà a conclusioni positive. Il leader della Corea del Nord ha poi affermato che aspetterà fino alla fine del 2019 che gli Stati Uniti “prendano la coraggiosa decisione” di fissare un altro summit. Kim ha sottolineato che, nonostante le sue buone relazioni con il presidente americano, Donald Trump, sarà interessato a partecipare a un nuovo vertice solamente se verranno offerte soluzioni concrete ai problemi che riguardano i due Paesi, e ha aggiunto che l’attuale linea di condotta statunitense, che include sanzioni e pressioni, è “un atto tanto stupido e pericoloso quanto cercare di estinguere un fuoco gettando benzina”.

La finalità di tale ulteriore colloquio con la Corea del Nord sarebbe quella di stimolare un ulteriore dialogo sulla de-nuclearizzazione. Infatti, Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare. Tale posizione americana è giustificata dal fatto che l’ultimo vertice tra i due leader, tenutosi ad Hanoi il 28 febbraio 2019, si è concluso bruscamente e senza alcun progresso verso l’obiettivo di Washington: indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari. 

La possibilità di nuovi colloqui, per riprendere le negoziazioni, è stata annunciata dal presidente americano, l’11 aprile. “Potrebbe succedere, un terzo incontro potrebbe avvenire. E, tutto avverrà un passo dopo l’altro, non è un processo veloce. Non ho mai detto che lo sarebbe stato. Un passo alla volta”, ha dichiarato Trump. Alle domande relative alla possibilità di cancellare le sanzioni contro la Corea del Nord, Trump ha risposto che lui e Moon stavano discutendo “alcune questioni umanitarie”. Il presidente americano ha suggerito che la Corea del Sud potrà assistere Pyongyang, fornendo cibo alla popolazione. Sulle sanzioni ha dichiarato: “Potremmo sempre aumentarle, ma non è quello che voglio fare adesso”. Moon, da parte sua, ha specificato che non considera l’incontro del 28 febbraio ad Hanoi come un fallimento, ma come parte di un lungo processo. Il fine ultimo di questo lungo percorso, ha riferito, è la totale de-nuclearizzazione del regime di Kim Jong-un. 

La Corea del Nord aveva iniziato lo smantellamento del proprio arsenale nucleare nel 2018. I lavori per la chiusura della stazione di lancio del satellite “Sohae” a Tongchang-ri, nei pressi del confine Nord-occidentale con la Cina, sono iniziati nell’estate 2018, dopo il primo incontro tra Trump e Kim, svoltosi il 12 giugno a Singapore. Proprio dopo tale vertice, il leader nord-coreano aveva in parte demolito un sito dedicato al test per i motori, una piattaforma di lancio per razzi e un edificio montato su rotaia utilizzato dagli ingegneri per assemblare i veicoli e spostarli sulla piattaforma di lancio. Nonostante, Pyongyang non abbia completamente smantellato le strutture in questione, a settembre 2018, Kim Jon-un si è incontrato con il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, il quale si è offerto di distruggere gli impianti alla presenza di esperti americani. Al momento, tuttavia, la fattibilità dell’offerta è messa in dubbio a causa dell’assenza di un’intesa tra Stati Uniti e Corea del Nord circa la chiusura dei programmi nucleari del Paese asiatico e la cancellazione delle sanzioni americane relative. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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