Ankara apprezza consultazioni con Trump su acquisto S-400 russi

Pubblicato il 17 aprile 2019 alle 6:10 in Russia Turchia

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“Il presidente degli Stati Uniti persegue un approccio ragionevole in merito alle necessità della Turchia di acquistare le unità missilistiche russe di contraerea S-400”. A dichiararlo il ministro delle Finanze turco, Berat Albayrak, a seguito di un incontro con Trump a Washington.

“Durante l’incontro, Trump ha mostrato una ragionevole approccio sulla necessità di acquistare gli S-400. È possibile un incontro con il nostro presidente nel prossimo futuro. I negoziati con Trump si sono svolti in modo positivo ed hanno dimostrato l’importanza che riserva alla Turchia”, ha affermato Albairak.

In precedenza, Ankara aveva fatto sapere che non avrebbe rinunciato ai piani per acquistare i sistemi russi S-400 e che il primo lotto di unità dovrebbe arrivare nel Paese a luglio. Gli Stati Uniti, da parte loro, sostengono che i sistemi S-400 non siano compatibili con gli standard della NATO e minacciano sanzioni per l’eventuale acquisto e ripetutamente hanno fatto sapere di poter ritardare o annullare la vendita dei nuovi caccia F-35 alla Turchia.

Dopo l’India e la Turchia, anche la Cina ha annunciato che inizierà ad utilizzare il sistema di contraerea russo S-400 per le sue forze armate. Tre degli eserciti più numerosi e armati del mondo, quattro se si conta la stessa Federazione russa, avranno dunque in uso il sistema S-400. A questi bisogna aggiungere l’interesse di numerosi paesi, tra cui Arabia Saudita e Qatar.

Un successo per l’industria bellica russa che ha messo in mostra il sistema antimissile per la prima volta in occasione delle manovre Vostok-2018 il 12 settembre scorso e lo ha schierato sul suo territorio da poche settimane. L’esercito russo ha schierato, infatti, il sistema S-400 in Crimea il 20 settembre scorso, appena due settimane prima di chiudere l’accordo con l’India e della manifestazione d’interesse cinese. Se si considera che Washington minaccia sanzioni nei confronti dei paesi, alleati o no, che acquistano armi russe, il successo dell’S-400 è ancora più significativo. 

L’S-400 è un upgrade dell’S-300, a sua volta versione migliorata dell’S-200 di epoca sovietica. Già l’S-300, schierato da Mosca in Siria, suscita la preoccupazione di Israele, che infatti ha cercato di evitare che la Russia dotasse Damasco del sistema di contraerea. 

“L’S-400 è uno dei sistemi di difesa aerea più avanzati disponibili, al pari del meglio che l’Occidente ha da offrire” – spiega Siemon Wezeman, ricercatore senior presso il programma di trasferimento armi e spesa militare dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI). “I radar e  gli altri sensori, così come i suoi missili, coprono un’area estesa: il radar ha una portata di almeno 600 km per la sorveglianza e i suoi missili hanno un’autonomia fino a 400 km – continua Wezeman intervistato dal network qatariota Al Jazeera – è preciso e riesce a tracciare un numero molto elevato di potenziali bersagli, compresi obiettivi invisibili”.

 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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