Ecuador: Moreno accusa Assange di aver usato ambasciata per spionaggio

Pubblicato il 16 aprile 2019 alle 6:20 in Ecuador UK

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“Julian Assange ha ripetutamente e intenzionalmente violato le regole dell’ambasciata ecuadoriana a Londra, cercando di usarla come un centro di spionaggio”. A dichiararlo il presidente dell’Ecuador Lenín Moreno in un’intervista al quotidiano britannico The Guardian pubblicata nella giornata di ieri.

“Qualsiasi tentativo di destabilizzazione è un’azione riprovevole per l’Ecuador, perché siamo uno stato sovrano e rispettiamo le politiche di ciascun paese. Non possiamo permettere che la nostra casa, che ha aperto le sue porte, diventi un centro di spionaggio: tali azioni violano le condizioni di asilo. […] La nostra decisione non è arbitraria, ma si basa sul diritto internazionale”, ha affermato il presidente.

Moreno ha poi tenuto a precisare che la decisione riguardante Assange non gli è stata imposta dall’esterno.

“Si tratta di una decisione sovrana, che spetta solamente all’Ecuador. Non prendiamo decisioni in base alle pressioni esterne di alcun paese”, ha osservato.

Moreno ha poi confermato di aver ricevuto assicurazioni scritte dal governo britannico che Assange non sarebbe stato estradato in un paese in cui rischia di essere condannato a morte.

Nel corso dell’intervista, il presidente ecuadoriano ha inoltre commentato le dichiarazioni del suo predecessore, Rafael Correa, secondo cui avrebbe fatto arrestare Assange in cambio di assistenza finanziaria dagli Stati Uniti.

“È assurdo pensare che in cambio di Assange verranno cancellati i debiti dell’Ecuador. Con gli Stati Uniti cooperiamo in diversi ambiti, come il commercio, la cultura e la sicurezza, ma mai abbiamo discusso lo stato di Assange”, ha concluso Moreno.

L’ex presidente ecuadoriano Rafael Correa aveva dichiarato in precedenza che Moreno avrebbe consegnato Assange alle autorità britanniche per motivi personali. Da parte sua, Moreno ha affermato che la revoca di asilo ad Assange non è assolutamente legata alla fuga di documenti sulla sua famiglia.

Lo scorso 11 aprile Julian Assange è stato arrestato nell’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove viveva da rifugiato dal 2012 per sfuggire all’estradizione negli Stati Uniti, a seguito della decisione dell’Ecuador di revocare la sua concessione di asilo.

Assange è accusato dal dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti di aver collaborato con l’informatore Bradley Manning in un attacco informatico ai danni del dipartimento della Difesa. Gli Stati Uniti dovranno presentare tutti i documenti sull’estradizione del fondatore di WikiLeaks entro il 12 giugno.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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