Afghanistan: chi sono i membri della delegazione che negozierà con i talebani in Qatar

Pubblicato il 16 aprile 2019 alle 16:48 in Afghanistan Asia

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Il governo afgano ha preparato un elenco iniziale della delegazione che si recherà in Qatar, per un incontro con i talebani, previsto dal 19 al 21 aprile.

Secondo quanto riferisce il quotidiano locale, Tolo News, la delegazione sarà formata da 250 membri. Tra questi, 90 persone sono state scelte dai partiti e dai movimenti politici e le altre 150 sono invece nomine governative. Una bozza iniziale della lista dei nomi è stata fornita da Shah Hussain Murtazavi, il portavoce del presidente afghano Ashraf Ghani. Nell’elenco sono incluse ben 52 donne. Tra i nomi presenti sulla lista ci sono anche quelli di alcuni ex leader mujaheddin, le formazioni islamiche afghane che si opponevano alla occupazione Sovietica del Paese, nella guerra che ha avuto luogo dal 1979 al 1989. Tra questi vi sono Ismail Khan, Atta Mohammad Noor e Mohammad Yunus Qanooni.

Mohammad Ismail Khan è stato ministro delle Risorse Idriche ed Energetiche dal 2005 al 2013. In precedenza ha assunto il ruolo di governatore della provincia di Herat. In passato, durante il conflitto sovietico-afgano, è stato un signore della guerra e controllava una milizia di mujaheddin provenienti, come lui, dall’Afghanistan occidentale. Oggi, è un membro chiave del partito Jamiat-e Islami. Atta Mohammad Noor, invece, è stato governatore della provincia di Balkh, nel nord dell’Afghanistan, dal 2004 a gennaio del 2018. Di etnia tagika, ha svolto il ruolo di educatore dei mujahideen dopo l’invasione sovietica, guadagnandosi il soprannome di “Insegnante”. Anche lui divenne un comandante della resistenza islamica per il partito Jamiat-e Islami. Infine, Mohammad Yunus Qanooni è stato vice presidente dell’Afghanistan da marzo a settembre del 2014. Anche lui di etnia tagika, è il leader del partito politico Afghanistan e Naween, il Nuovo Afghanistan. In seguito all’intervento sovietico in Afghanistan, Qanooni si unì alla forza mujaheddin guidata da Ahmad Shah Massoud nella Valle del Panjshir, dove è nato.

La delegazione include anche i nomi di alcuni stretti collaboratori dell’ex presidente Hamid Karzai e del leader del partito Hizb-e-Islami, Gulbuddin Hekmatyar. Tuttavia, non è previsto che Karzai e Hekmatyar partecipino ai negoziati in Qatar. Dei 18 candidati alla presidenza dell’Afghanistan, solo il nome di Mohammad Haneef Atmar è nella lista. “L’elenco fornito dal governo afgano per la conferenza di Doha, che include membri scelti da partiti politici, personalità politiche indipendenti e istituzioni rilevanti e rappresenta tutti gli strati della società afgana, è stato completato oggi”, ha riferito un portavoce del presidente Ghani, Haroon Chakhansuri. Secondo fonti locali, l’incontro che si terrà in Qatar sarà una piattaforma per lo scambio di opinioni sulle questioni relative al processo di pace tra gli afghani e i talebani.

Tali negoziati risultano particolarmente importanti in questo periodo, caratterizzato da una crescente conflittualità. Infatti, solo nella serata di domenica 14 aprile, si sono verificati due attacchi separati che hanno colpito specificatamente la popolazione più giovane. L’esplosione di un ordigno ha causato la morte di 7 bambini, nella provincia orientale di Laghman, e un gruppo di uomini armati ha distrutto una scuola femminile, nella provincia occidentale di Farah. Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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