La Corea del Sud spinge per un nuovo summit con la Corea del Nord

Pubblicato il 15 aprile 2019 alle 16:13 in Corea del Nord Corea del Sud USA e Canada

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Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha annunciato che sosterrà “con fermezza” un altro summit con Kim Jong-un, nonostante le recenti critiche del leader nordcoreano sul ruolo di Seul nei colloqui tra Washington e Pyongyang.

“Ora è il momento di iniziare i preparativi”, ha riferito Moon il 15 aprile, aggiungendo che non appena la Corea del Nord lo riterrà opportuno, il presidente della Corea del Sud è pronto a incontrare Kim Jong-un. Moon ha riferito che ha “accolto molto favorevolmente” l’impegno “incrollabile” di Kim verso la denuclearizzazione e la possibilità di una riapertura dei negoziati con gli Stati Uniti. Tuttavia, Seul ha deciso di non rispondere alle critiche di Pyongyang, che accusavano la Corea del Sud di essere troppo asservita alla “anacronistica arroganza e alla politica ostile degli Stati Uniti”. Il leader nordcoreano, in tale occasione, aveva anche dichiarato che l’esercito del Sud persisteva in una “velata ostilità”, conducendo esercitazioni militari con le forze armate statunitensi, e che la Corea del Sud non era adatta al ruolo di mediatore tra Kim Jong-Un e il presidente americano, Donald Trump. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, i media statali della Corea del Nord hanno pubblicato un documento in cui criticano l’acquisto di alcuni jet da combattimento, inclusi due jet F-35, recentemente consegnati dagli Stati Uniti a Seul. Pyongyang ha definito tale mossa un “serio atto provocatorio”, che potrebbe intensificare la tensione nella penisola coreana. Tuttavia, Kim Jong-Un si è detto disposto a migliorare i rapporti con la Corea del Sud, se questa dimostrasse la sua “sincerità con la pratica, non con le parole”.

In occasione di un discorso pronunciato dinanzi all’Assemblea Popolare Suprema, nella giornata di venerdì 12 aprile, il leader nordcoreano si era detto aperto a organizzare un eventuale nuovo incontro con Trump. Tuttavia, ha sottolineato che un ennesimo fallimento rischierebbe di aumentare le tensioni tra i due Paesi. La notizia è stata riferita dall’agenzia di stampa statale KCNA. Kim Jong-un ha spiegato che è “essenziale” che gli Stati Uniti cambino il “metodo” attualmente adottato nei colloqui con Pyongyang, e instaurino un nuovo approccio. Altrimenti “non importa quante volte ci si sieda a negoziare”, non si giungerà a conclusioni positive. Il leader della Corea del Nord ha poi affermato che aspetterà fino alla fine del 2019 che gli Stati Uniti “prendano la coraggiosa decisione” di fissare un altro summit. Kim ha sottolineato che, nonostante le sue buone relazioni con il presidente americano, Donald Trump, sarà interessato a partecipare a un nuovo vertice solamente se verranno offerte soluzioni concrete ai problemi che riguardano i due Paesi, e ha aggiunto che l’attuale linea di condotta statunitense, che include sanzioni e pressioni, è “un atto tanto stupido e pericoloso quanto cercare di estinguere un fuoco gettando benzina”.

La finalità di tale ulteriore colloquio con la Corea del Nord sarebbe quella di stimolare un ulteriore dialogo sulla de-nuclearizzazione. Infatti, Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare. Tale posizione americana è giustificata dal fatto che l’ultimo vertice tra i due leader, tenutosi ad Hanoi il 28 febbraio 2019, si è concluso bruscamente e senza alcun progresso verso l’obiettivo di Washington: indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari. 

La possibilità di nuovi colloqui, per riprendere le negoziazioni, è stata annunciata dal presidente americano, l’11 aprile. “Potrebbe succedere, un terzo incontro potrebbe avvenire. E, tutto avverrà un passo dopo l’altro, non è un processo veloce. Non ho mai detto che lo sarebbe stato. Un passo alla volta”, ha dichiarato Trump. Alle domande relative alla possibilità di cancellare le sanzioni contro la Corea del Nord, Trump ha risposto che lui e Moon stavano discutendo “alcune questioni umanitarie”. Il presidente americano ha suggerito che la Corea del Sud potrà assistere Pyongyang, fornendo cibo alla popolazione. Sulle sanzioni ha dichiarato: “Potremmo sempre aumentarle, ma non è quello che voglio fare adesso”. Moon, da parte sua, ha specificato che non considera l’incontro del 28 febbraio ad Hanoi come un fallimento, ma come parte di un lungo processo. Il fine ultimo di questo lungo percorso, ha riferito, è la totale de-nuclearizzazione del regime di Kim Jong-un. 

La Corea del Nord aveva iniziato lo smantellamento del proprio arsenale nucleare nel 2018. I lavori per la chiusura della stazione di lancio del satellite “Sohae” a Tongchang-ri, nei pressi del confine Nord-occidentale con la Cina, sono iniziati nell’estate 2018, dopo il primo incontro tra Trump e Kim, svoltosi il 12 giugno a Singapore. Proprio dopo tale vertice, il leader nord-coreano aveva in parte demolito un sito dedicato al test per i motori, una piattaforma di lancio per razzi e un edificio montato su rotaia utilizzato dagli ingegneri per assemblare i veicoli e spostarli sulla piattaforma di lancio. Nonostante, Pyongyang non abbia completamente smantellato le strutture in questione, a settembre 2018, Kim Jon-un si è incontrato con il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, il quale si è offerto di distruggere gli impianti alla presenza di esperti americani. Al momento, tuttavia, la fattibilità dell’offerta è messa in dubbio a causa dell’assenza di un’intesa tra Stati Uniti e Corea del Nord circa la chiusura dei programmi nucleari del Paese asiatico e la cancellazione delle sanzioni americane relative. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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