Bolsonaro e l’Olocausto: polemica tra Brasile e Israele

Pubblicato il 15 aprile 2019 alle 12:41 in Brasile Israele

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha scatenato una polemica con uno dei suoi migliori alleati, Israele, affermando che “l’Olocausto può essere perdonato, ma mai dimenticato”. 

Il leader brasiliano di destra, ritenuto un convinto sostenitore di Israele e uno stretto alleato del suo primo ministro Benjamin Netanyahu, ha suscitato dibattito in Brasile e in Israele con la sua dichiarazione durante l’incontro di giovedì 11 marzo con i pastori evangelici, in occasione del quale ha affermato di credere che i crimini dell’Olocausto possano essere perdonati, ma non dimenticati, e che bisogna prendere delle misure affinché questo non accada mai più.

Il presidente di Israele, Reuven Rivlin, ha duramente criticato le parole dell’omologo brasiliano. “Nessuno può ordinare il perdono del popolo ebraico, che non potrà mai essere comprato in nome di qualche interesse. Ciò che i nazisti ci hanno fatto è inciso nella nostra memoria, la memoria di un popolo antico” – ha scritto Rivlin sul suo account ufficiale di Twitter.

Il Presidente ha inoltre avvertito che gli israeliani non collaboreranno mai con coloro che negano la verità o “cercano di cancellarla dalla memoria”” che siano individui, gruppi o “leader di partito e capi di stato” – ha esplicitato in chiaro riferimento alle frasi di Bolsonaro. “Non perdoneremo mai e non dimenticheremo mai” – ha scritto il presidente israeliano, giurando che gli ebrei “lotteranno sempre contro l’antisemitismo e la xenofobia”.

Secondo Rivlin, i leader politici dovrebbero attenersi alla propria responsabilità di “plasmare il futuro” invece di riscrivere il passato.

I commenti di Rivlin hanno fatto eco a una dichiarazione critica rilasciata dal Museo ufficiale dell’Olocausto di Israele Yad Vashem, citata dal Times of Israel: “nessuno può determinare se i crimini dell’Olocausto possono essere perdonati”.

L’ambasciatore di Israele in Brasile, Yossi Shelley, si è schierato con il presidente brasiliano ed ha cercato di smorzare la polemica, avvertendo che chi cerca di screditare “le parole di un grande amico del popolo e del governo di Israele” non avrà successo. “Le sue parole hanno chiarito il suo totale ripudio del più grande genocidio della storia, che è stato l’Olocausto. In nessun momento del suo discorso il presidente ha mostrato mancanza di rispetto o indifferenza verso la sofferenza ebraica” – ha dichiarato Shelley

Bolsonaro ha dato origine alla polemica giovedì 11 marzo, parlando dell’Olocausto in un incontro con i pastori evangelici a Rio de Janeiro. “Possiamo perdonare, ma non possiamo dimenticare. Quella citazione è mia. Coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a non avere un futuro” – ha detto, aggiungendo che si dovrebbe agire per assicurarsi che l’Olocausto non si ripeterà mai.

A seguito delle reazioni suscitate in Israele, il capo dello stato brasiliano ha inviato domenica 14 marzo una lettera all’ambasciata israeliana in Brasile e alle autorità del paese, per chiarire le sue parole. Nella lettera, in cui chiarisce che il perdono è una condizione personale, afferma che interpretazioni errate delle sue parole interesserebbero solo coloro che desiderano allontanarlo “dagli amici ebrei”.

“Al popolo di Israele ho lasciato scritto nel libro dei visitatori di Yad Vashem di Gerusalemme: ‘colui che dimentica il passato è condannato a non avere futuro’. Pertanto, qualsiasi altra interpretazione è di interesse solo per coloro che desiderano allontanarmi dagli amici ebrei. Il perdono è qualcosa di personale, mai in un contesto storico come nel caso dell’Olocausto, dove milioni di innocenti sono stati uccisi in un crudele genocidio”. – ha scritto Bolsonaro. 

La polemica segue di pochi giorni la visita di stato di Bolsonaro a Gerusalemme. Durante la visita Bolsonaro e Netanyahu hanno anche firmato una serie di accordi, tra cui documenti sulla difesa, la cybersicurezza e la cooperazione della polizia. Bolsonaro ha anche annunciato la sua decisione di aprire un ufficio commerciale a Gerusalemme, sebbene in precedenza avesse annunciato che avrebbe spostato l’Ambasciata del Brasile da Tel Aviv alla Città Santa. 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal portoghese e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.