Palestina: Abbas conferma nuovo governo, tensioni con Hamas

Pubblicato il 14 aprile 2019 alle 11:47 in Medio Oriente Palestina

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Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, sabato 13 aprile, ha nominato un nuovo governo guidato da un uomo a lui fedele del partito dominante Fatha, mossa aspramente criticata dal gruppo rivale islamista Hamas.

Il nuovo primo ministro dell’Autorità Palestinese (AP) è Mohammed Shtayyeh, economo e consigliere di Abbas di lungo corso, nonché ex ministro che aveva preso parte alla delegazione impegnatasi nei negoziati mediati dagli USA con Israele. Shtayyeh era già stato nominato primo ministro palestinese il 10 marzo, sostituendo l’uscente Rami Al-Hamdallah, ma adesso ricoprirà allo stesso tempo anche il ruolo di ministro dell’Interno e per gli Affari Religiosi finché non verranno nominate due persone per tali cariche. Quanto al ministro degli Esteri, Riyad al-Maliki, e quello delle Finanze, Shukri Bishara, essi continueranno a svolgere le loro mansioni. Rivolgendosi ai membri del nuovo gabinetto di governo, Abbas ha ribadito la sua intenzione di rifiutare il progetto di pace avanzato dal presidente americano, Donald Trump, e ha affermato che non è utile parlare con il leader della Casa Bianca dopo la sua decisione di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme e dopo aver riconosciuto quest’ultima come capitale di Israele. Abbas ha concluso annunciando imminenti sviluppi e spronando tutti a cooperare, in quanto “nei giorni a venire” andranno incontro a “sviluppi difficili”.

Il gruppo palestinese politico e paramilitare rivale, Hamas, il quale ha influenza sull’area di Gaza, ha criticato aspramente il rimpasto di governo, definendolo un duro colpo che va a minare gli sforzi per l’unità del Paese. “Questo è un governo separatista, non ha legittimità nazionale e aumenterà le possibilità di divario tra Cisgiordania e Gaza”, ha annunciato il gruppo con un comunicato ufficiale alla fine della cerimonia di insediamento a Ramallah, nei territori palestinesi della Cisgiordania occupati da Israele.

Anche due fazioni dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) di Abbas si sono rifiutate di prendere parte al governo di Shtayyeh.

La prima sfida per il neo-eletto premier è quella di consolidare il governo dell’Autorità Palestinese, il quale opera con capacità autonoma limitata in base a un accordo con Israele.

Nickolay Maldenov, l’inviato speciale dell’Onu per la pace in Medio Oriente, ha accolto positivamente l’annuncio del nuovo governo, e ha promesso che le Nazioni Unite coopereranno con il primo ministro e gli altri funzionari.

L’Autorità Palestinese, con base in Cisgiordania e guidata da Fatah, è accusata di essere collusa con Israele. In alcune occasioni, ha infatti tagliato i salari degli ex impiegati governativi a Gaza e ha cancellato i sussidi per il carburante nella Striscia di Gaza, necessari per la fornitura elettrica. Tali misure erano pensate per far pressione su Hamas. Tuttavia, spesso, hanno colpito la popolazione dell’area, che vive da anni in condizioni disastrose, con un accesso limitato ad acqua e viveri e con poche ore di elettricità al giorno. Dall’altra parte, Hamas è accusato di alimentare la violenza e il terrorismo, con i continui attacchi provenienti dalla Striscia verso il sud di Israele.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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