Corea del Nord: Kim disposto a terzo vertice con Trump

Pubblicato il 14 aprile 2019 alle 6:00 in Corea del Nord USA e Canada

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Il leader nordcoreano, Kim Jong Un, si è detto propenso a fissare un terzo vertice con il presidente americano, Donald Trump, qualora Washington si sieda al tavolo negoziale con il “giusto atteggiamento”.

In occasione di un discorso pronunciato dinanzi all’Assemblea Popolare Suprema, nella giornata di venerdì 12 aprile, il leader nordcoreano si è detto aperto a organizzare un eventuale terzo incontro con Trump, ma ha sottolineato che un ennesimo fallimento rischierebbe di fomentare le tensioni; a riferirlo è stata l’agenzia di stampa statale KCNA. Kim ha spiegato che è “essenziale” che gli Stati Uniti pongano fine al “metodo” attualmente adottato verso Pyongyang, e instaurino un nuovo approccio, altrimenti “non importa quante volte ci si sieda a negoziare”, non si giungerà a conclusioni. Il leader della Corea del Nord ha poi affermato che aspetterà fino alla fine del 2019 che gli Stati Uniti “prendano questa coraggiosa decisione” per un altro summit, dopo la disfatta dell’incontro vietnamita, avvenuto a fine febbraio a Hanoi, dal quale le due delegazioni sono ripartite senza alcun accordo firmato. Kim ha sottolineato che, nonostante le sue buone relazioni con Trump, sarà interessato a partecipare a un nuovo vertice solamente se verranno offerte soluzioni concrete alla disputa dalla parte nordamericana, e ha aggiunto che l’attuale linea di condotta statunitense, che include sanzioni e pressioni, è “un atto tanto stupido e pericoloso quanto cercare di estinguere un fuoco gettando benzina”.

Dal canto suo Trump, che ha incontrato l’omologo sudcoreano, Moon Jae-in, nella medesima giornata di venerdì, ha ribadito che le sanzioni che gravano su Pyongyang rimarranno in vigore.

Dopo la disfatta del summit di Hanoi, Washington ha incolpato dell’insuccesso la controparte, con le sue domande di sgravi dalle sanzioni senza in cambio alcun impegno concreto nel disarmo nucleare, mentre Pyongyang ha reso noto di aver chiesto solo un parziale alleggerimento delle pressioni, e non una totale eliminazione delle stesse. Usando le parole pronunciate da Kim, a Hanoi gli Stati Uniti sono “giunti ai negoziati solo spremendosi le meningi per trovare vie assolutamente impraticabili”, e non erano davvero pronti, loro in primis, a “sedere vis-à-vis davanti a noi e risolvere il problema”.

Sempre venerdì 12 aprile, la KCNA ha diffuso la notizia che Kim è stato rieletto come presidente della Commissione degli Affari di Stato, l’organismo decisionale più importante del Paese, proprio durante la sessione dell’Assemblea Popolare Suprema nella quale il leader si è espresso sul potenziale nuovo summit con l’America. Secondo gli analisti, la sua riconferma potrebbe essere il segnale del desiderio di Kim di continuare con la strategia diplomatica portata avanti negli ultimi mesi con gli USA, piuttosto che ridirigersi verso un ritorno alle minacce di test nucleari che hanno fatto esplodere le tensioni internazionali nel 2017. Tuttavia, l’indugiare della politica di Kim sul concreto avviamento della denuclearizzazione della Penisola Coreana ha fatto sorgere dubbi sulla sua effettiva volontà a procedere in tal senso.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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