Immigrazione: sentenza USA potrebbe riunire famiglie di migranti centroamericani

Pubblicato il 13 aprile 2019 alle 10:46 in Immigrazione USA e Canada

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L’amministrazione Trump ha acconsentito a riunire circa 2.700 bambini residenti nell’America Centrale con i genitori negli Stati Uniti, in base a una mozione legale annunciata venerdì 12 aprile.

La recente decisione fa seguito a una denuncia sporta contro la misura “tolleranza zero” presa dal governo del presidente americano, Donald Trump, nel 2017, mediante la quale era stato chiuso il programma che permetteva di riunire negli Stati Uniti i bambini che vivevano nei Paesi dell’America Centrale, lontani da genitori che fossero invece riusciti a ottenere legalmente la residenza americana.

La mozione, firmata anche dall’agenzia per i Servizi di Cittadinanza e Immigrazione americani, dovrà ora essere approvata da un giudice; in caso di esito positivo, tale mossa imporrà al governo di terminare il processo di selezione e riunificazione per tutti i minori che erano già stati registrati e si trovavano nelle fasi conclusive dello scrutinio. A renderlo noto, con un comunicato pubblico, è stato l’International Refugee Assistance Project (IRAP), ossia l’ente che rappresenta legalmente i querelanti. L’IRAP ha spiegato che il governo ha già anticipato che la maggior parte delle persone che avevano fatto richiesta riceverà l’approvazione e potrà portare i figli negli Stati Uniti.

Linda Evarts, avvocato dell’IRAP, si è detta molto felice del corso degli eventi, ribadendo che “queste famiglie hanno il diritto di stare insieme negli Stati Uniti”, e ha esortato il governo ad avviare un processo di riunificazione il più possibile tempestivo.

In base al programma Central American Minors, avviato nel 2014, gli immigrati regolari negli States potevano richiedere lo stato di rifugiato per i propri figli ancora residenti in Guatemala, El Salvador e Honduras. Molti di questi genitori si trovano negli USA grazie a un regime di protezione provvisorio, che consente a persone provenienti da Paesi in cui si siano manifestate calamità naturali, guerre civili o altri problemi di grave entità di rimanere sul territorio nordamericano.

Il mese precedente, il magistrato giudice americano Laurel Beeler, a San Francisco, ha ordinato che il governo ricominciasse a processing i bambini che erano già stati ritenuti idonei per il programma in questione, prima che esso fosse stoppato dalla decisione di Trump.

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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