Honduras: parte nuova carovana migrante

Pubblicato il 12 aprile 2019 alle 6:30 in America centrale e Caraibi Immigrazione

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Almeno un migliaio di honduregni  hanno cominciato a concentrarsi tra la notte di martedì 9 aprile e le prime ore di mercoledì 10 a San Pedro Sula. Una nuova  carovana di migranti pronta a partire attraverso il nord dell’America Centrale e il territorio messicano per raggiungere gli Stati Uniti, dove i migranti sperano di raggiungere una vita prospera, lontano dalle restrizioni della loro comunità d’origine. La nuova carovana ha colto di sorpresa il governo honduregno guidato da Juan Orlando Hernandez, i cui funzionari hanno negato la scorsa settimana che nel paese si stesse formando “la carovana madre” con 20.000 migranti, secondo quanto aveva invece sostenuto attraverso il suo account twitter Olga Sánchez Cordero, Segretario agli Interni del Messico.

“Non ne possiamo più di questo governo, non ci sono posti di lavoro” – ha dichiarato all’agenzia France Prese Alexis Pérez, 27 anni, che ha lasciato martedì notte San Pedro Sula, che si trova nel nord ovest dell’Honduras, con un migliaio di compatrioti, dopo essere stato convocato dai social network per integrare una nuova “carovana migrante”. La polizia locale ha riferito che queste persone si sono radunate dalla sera di martedì alla stazione degli autobus di quella che è la seconda città più grande del paese centroamericano, che si trova 180 km a nord della capitale Tegucigalpa.

La carovana ha colto di sorpresa le autorità, che speravano che la nuova convocazione sarebbe stata ignorata dai migranti. Alla fine di marzo, il vice-ministro degli esteri dell’Honduras, Nelly Jerez, aveva affermato che non c’era “alcuna indicazione” che si stesse formando una nuova carovana, come temevano invece le autorità messicane. Jerez aveva assicurato “lo fanno più per promuovere l’idea che la gente se ne vuole andare”. In parallelo, Sánchez Cordero, ministro dell’interno di Andrés Manuel López Obrador, aveva assicurato che l’Istituto Nazionale di Migrazione e la Polizia Federale del Messico avrebbero creato un  presidio presso l’istmo di Tehuantepec, nel sud del Messico, la zona più stretta tra le coste del Pacifico e l’Atlantico, con una larghezza di 200 chilometri, che è un importante passo migratorio.

Sánchez Cordero ha spiegato che agenti della Polizia Federale messicana sarebbero stati trasferiti in massa in quella zona prima dell’imminente arrivo dei Centroamericani. “Non stiamo per militarizzare il nostro confine meridionale” – ha detto, assicurando che il governo messicano non consegnerà “visti umanitari di massa”, ma è pronto a concedere permessi temporanei e visti di lavoro validi per la parte sud-orientale del paese, “in modo ordinato e in sicurezza”.

Le autorità del Guatemala, frattanto, hanno diramato un ordine interno per le forze di sicurezze e gli operatori sociali affinché si preparino ad accogliere “almeno” un migliaio di migranti in tempi brevissimi.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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