Brasile: i primi 100 giorni di Bolsonaro

Pubblicato il 12 aprile 2019 alle 6:10 in America Latina Brasile

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Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha soddisfatto nei primi cento giorni al potere un quinto delle promesse pre-elettorali. Questo l’annuncio del canale Globo lo scorso mercoledì.

Secondo quanto riportato dal canale, delle 58 iniziative e promesse delineate durante la campagna elettorale, dodici sarebbero state già mantenute. Otto di queste riguardano la riforma del sistema delle agenzie governative e l’ottimizzazione della gestione amministrativa. Altre quattro sono invece di natura economica. In particolare, il neoeletto presidente aveva promesso di ridurre i dazi all’importazione sulle attrezzature di produzione e sulle materie prime per l’industria chimica. Il governo di Bolsonaro ha avviato inoltre un regime di libero scambio con il Messico il 19 marzo per le categorie di prodotti come i veicoli commerciali leggeri e i pezzi di ricambio.

In ambito economico, le altre promesse pre-elettorali fatte dal capo dello stato comprendono l’aumento dell’intervallo tra gli adeguamenti dei prezzi di vendita del carburante nel mercato interno della compagnia di stato Petrobras. Ma arriviamo a ciò che più sta a cuore ai brasiliani in questo momento: come promesso durante la campagna elettorale, nei suoi primi cento giorni di presidenza non sono state imposte nuove tasse.

Sono passati dunque 100 giorni dall’insediamento del presidente Jair Bolsonaro. La sua elezione ha generato diverse polemiche, tanto a livello nazionale come internazionale, e, nonostante le promesse mantenute, i suoi primi tre mesi sono stati caratterizzati da vari episodi che non sempre hanno riscosso il parere favorevole dell’opinione pubblica. Non ultima la decisione di commemorare la dittatura che nel 1964 prese il controllo del paese latinoamericano.

Al termine di questi primi 100 giorni, tuttavia, alcuni sondaggi condotti dall’agenzia di ricerca Datafolha registrano un dato piuttosto curioso: la popolarità del neoeletto presidente è già in calo.

I risultati non sembrano però preoccupare minimamente Bolsonaro, che ha minimizzato i dati emersi dal sondaggio.

“Datafolha? Non mi sembra il caso di sprecare tempo ad ascoltare e commentare un sondaggio di chi diceva che avrei perso le elezioni al ballottaggio del 2018!”, ha affermato il presidente.

Il sondaggio, pubblicato sul quotidiano Folha de S.Paulo, ha evidenziato che appena il 32% degli intervistati ha ancora “una buona immagine” del presidente, mentre il 30% ha affermato di avere un’opinione “cattiva o pessima”.

La ricerca condotta da Datafolha ha inoltre mostrato come Bolsonaro sia il leader più impopolare della storia politica del paese dal 1985, anno della fine della dittatura, ad oggi. Almeno per quanto riguarda i suoi primi 100 giorni di governo.

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Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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