Putin sta conquistando il Libano: allarme a Washington

Pubblicato il 11 aprile 2019 alle 10:02 in Libano Russia

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Il Libano sta gradualmente entrando nell’orbita dell’influenza russa. È quanto affermano diversi osservatori, commentando la visita del presidente libanese Michel Aoun a Mosca il 25 e 26 marzo scorsi, immediatamente dopo la visita del Segretario di Stato USA Pompeo a Beirut. Alla vigilia della partenza per la capitale russa, il leader dello stato mediorientale non ha escluso che avrebbe potuto discutere con il presidente russo Vladimir Putin la disputa sui confini in corso tra Libano e Israele, chiedendo a Mosca una mediazione. Il 23 marzo, il Segretario di Stato Mike Pompeo, da Beirut, affermava che gli Stati Uniti sono i mediatori naturali tra i due contendenti.

Durante la sua visita, Aoun ha chiesto al presidente russo di fornire assistenza su una serie di questioni che riguardano i confini. Il Libano vorrebbe ottenere il consenso dal presidente siriano Bashar al-Assad per la delimitazione delle frontiere terrestri, il governo siriano si oppone, ma Mosca è interessata a una rapida soluzione della questione. 

Disputa altrettanto importante è la separazione delle frontiere marittime con Israele. Nel 2017, è sorta una contesa territoriale tra il Libano e Israele a causa del fatto che Beirut ha rilasciato licenze per lo sviluppo di ricerche sugli idrocarburi al largo delle sue coste a un consorzio composto della francese Total, dall’italiana Eni e dalla Novatek russa. Si prevede che nel 2019 i partecipanti al consorzio inizieranno le perforazioni esplorative. Per questo motivo, la controversia deve essere risolta immediatamente. L’interesse di Beirut, in questo caso, coincide con quello di Mosca e dei due paesi europei maggiormente coinvolti in Libano, la Francia e l’Italia, qualcosa che preoccupa Washington.

“Non vedo ragioni per cui la Russia non possa mediare tra Israele e Libano sul confine marittimo e disputate riserve di petrolio e gas” – ha dichiarato Aoun alla vigilia della sua partenza per Mosca, poche ore dopo aver ricevuto Pompeo al palazzo di Baabda, sede della presidenza del Libano. 

Durante la sua recente visita in Libano, Pompeo aveva affermato che il suo paese era pronto ad aiutare il Libano a risolvere la disputa sui confini dei giacimenti di gas offshore nel Mediterraneo orientale. Dopo l’incontro con il presidente della Camera dei Deputati del Libano, Nabih Berri a Beirut, il capo della diplomazia americana ha aggiunto che anche le Nazioni Unite potrebbero esercitare un ruolo di mediazione. Lo scorso anno, il predecessore di Pompeo, Rex Tillerson, aveva offerto i suoi servigi di mediazione al Libano, tuttavia, il governo di Beirut aveva respinto lo scenario proposto, che prevedeva la divisione del territorio, dove, come previsto, ci sono enormi riserve di idrocarburi, in blocchi a scacchiera da suddividere alternati e in modo equo tra Beirut e Tel Aviv. Aoun aveva dichiarato nell’occasione che il Libano “non cederà un millimetro a Israele”. Dato l’attuale livello delle relazioni tra Russia e Israele e in particolare dei rapporti personali tra Putin e Netanyahu, è possibile che il Cremlino possa spingere Israele ad accettare una soluzione più gradita al Libano. 

Al di là delle questioni politiche e degli interessi russi nel settore degli idrocarburi, la Russia potrebbe cooperare con il Libano in tutti i settori, specialmente nel settore bancario – spiega Aleksandr Gogolev, presidente del Business Council libanese-russo, che aggiunge che sono possibili investimenti per grandi progetti in Libano, come la creazione di una nuova rete ferroviaria e l’espansione del porto di Tripoli.

Le relazioni sempre più strette tra Mosca e Beirut allarmano Washington. La sostanziale vittoria di Putin in Siria, le ottime relazioni con Turchia, Qatar e Iran, i buoni rapporti con Netanyahu, appena rieletto, e anche con uno storico alleato USA come l’Arabia Saudita, fanno della Federazione russa un attore sempre più importante nello scacchiere mediorientale. 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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