Italia-Giordania: incontro bilaterale tra i ministri degli Esteri dei due Paesi

Pubblicato il 11 aprile 2019 alle 17:51 in Giordania Italia

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Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha preso parte ad una riunione di lavoro con il Re Abdallah II e ad un incontro bilaterale con il Ministro degli Affari Esteri e degli Espatriati giordano, Mulki Ayman Al-Safadi.

La notizia di tali incontri è stata rilasciata dalla Farnesina, in un comunicato, il 10 aprile. Gli incontri tra il ministro degli Esteri Italiano e le autorità giordane si inseriscono nel contesto della visita di Stato di 3 giorni del presidente della Repubblica italiano, Sergio Mattarella. I due ministri degli Esteri hanno portato avanti una riunione incentrata sulla realtà e le prospettive di collaborazione fra i due Paesi. Sono state presi presi in considerazione sia il piano politico e delle relazioni internazionali, sia quello economico e commerciale. I due Ministri hanno anche discusso i principali temi di interesse reciproco, con particolare riferimento all’area mediorientale. 

I rapporti tra Italia e Giordania sono molto positivi. Il re Abdullah II rappresenta un interlocutore moderato e autorevole nell’instabile scena regionale. Il sovrano, inoltre, è un leader arabo le cui relazioni potrebbero risultare utili all’Italia nella gestione della crisi libica, una questione estremamente rilevante per Roma. L’attuale offensiva dell’uomo forte di Tobruk, Haftar, è infatti supportata da Paesi come l’Egitto, gli Emirati Arabi Uniti e, in parte, anche dall’Arabia Saudita. Questi godono di buone relazioni con il Regno giordano. Anche in campo economico Amman e Roma collaborano in maniera produttiva. La Giordania, con una crescita in aumento prevista per oltre il 2%, potrebbe rappresentare un buon mercato per il made in Italy, oltre che un luogo stabile per le imprese italiane che vogliono espandersi all’estero. I rapporti tra i due Paesi sono propizi anche grazie al contributo italiano per lo sviluppo della regione. Il progetto Sesame, Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East, è uno di questi. Sesame, il primo acceleratore di particelle in Medio Oriente, rappresenta un’opportunità unica per la ricerca scientifica, ma per la crescita economica e il dialogo interculturale. L’Italia ha stanziato 5 milioni di euro in tale progetto, che si trova in Giordania, nella città di Allan, e che ha visto la collaborazione dell’Autorità nazionale palestinese e Israele, con Cipro, Egitto, Iran, Giordania, Pakistan e Turchia. 

La visita italiana nel Regno Hashemita, giunta ormai al suo termine, è iniziata il 9 aprile. Il programma del presidente Mattarella ha previsto un tour del campo profughi di Zaatari, che si trova al confine con la Siria, nei pressi della città di al-Mafraq. Il campo rifugiati di Zaatari è nato nell’estate del 2012, per ospitare le migliaia di profughi siriani in fuga dal Paese, nel quale era da poco scoppiata la guerra civile. Inizialmente si trattava di un campo temporaneo di tende, organizzato dal governo di Amman e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. In pochi mesi è diventato uno dei più grandi campi  profughi del mondo ed è cresciuto fino a trasformarsi nella terza città del Regno, per densità di popolazione. Infatti, oggi, in un’area di  5,3 km² abitano circa 80.000 persone, tutte siriane. In questo campo sono presenti un ospedale ed un centro femminile “UN Women”, che sono stati finanziati con fondi italiani. Il Capo di Stato si è recato, dunque, in visita in tali strutture, prima di spostarsi ad Amman, nel pomeriggio. 

Nella capitale, il presidente è stato ricevuto presso la sede dell’organizzazione umanitaria “Arsenale dell’Incontro di Madaba“, fondata nel 2006 dal presidente del Sermig, il Servizio Missionario Giovanile, Ernesto Olivero. L’organizzazione si occupa di progetti di inclusione sociale per bambini e ragazzi diversamente abili, sia musulmani che cristiani. A seguito di questa visita, Mattarella si è poi recato ad un incontro della rappresentanza italiana in Giordania. La giornata del 10 aprile, invece, è stata dedicata agli incontri ufficiali. Il Capo di Stato italiano ha effettuato una visita ufficiale presso il re Abdullah II e la Regina Rania per colazione, dopo una visita della Cittadella della capitale giordana, Amman. Mattarella era poi atteso all’Ambasciata italiana e presso il Memoriale di Mosè, sul Monte Nebo, dove è stato accolto dal Custode della Terra Santa, Padre Francesco Patton. Infine, l’11 aprile mattina, Mattarella ha incontrato il Primo Ministro del Regno, Omar Razzaz, e il ministro degli Esteri. Durante la visita di Stato di questi giorni è stata prevista anche una visita presso il sito archeologico di Petra, risalente al 300 a.C. e situato nel deserto Sud-occidentale della Giordania. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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