India: via alla prima fase delle elezioni più imponenti del mondo

Pubblicato il 11 aprile 2019 alle 16:09 in Asia India

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L’India ha avviato la prima fase delle elezioni generali, con il primo ministro Narendra Modi corre per il suo secondo mandato. Si tratta delle elezioni più imponenti del mondo. 

Gli aventi diritto al voto nel sub-continente indiano ammontano a 900 milioni, su una popolazione totale di 1.3 miliardi di persone. Gli elettori sono chiamati a decidere il rinnovo della camera bassa del Parlamento, la cosiddetta Camera del Popolo. La maggioranza che risulterà in tale camera, dopo queste elezioni, esprimerà il nuovo primo ministro indiano. I candidati sono ben 91. Il sistema è uninominale e in ogni collegio i seggi vengono vinti da chi ottiene la maggioranza relativa, al primo turno. Ogni stato della Repubblica federale indiana può eleggere un numero di rappresentati proporzionale alla propria popolazione. L’Uttar Pradesh, lo stato settentrionale che conta il maggior numero di abitanti, elegge infatti 80 deputati e risulta, quindi, molto importante per la definizione della maggioranza interna alla Camera del Popolo. Durante queste elezioni, verranno decisi 543 dei 545 deputati. I restanti due seggi sono nominati direttamente dal Presidente e sono riservati a membri della comunità anglo-indiana che discende dalle famiglie miste di epoca coloniale. Per raggiungere la maggioranza, una coalizione deve assicurarsi almeno 272 seggi. 

Per far fronte a queste massive elezioni, l’India ha diviso la popolazione in turni. Alcuni elettori voteranno l’11 aprile, altri invece in date successive: il 18, il 23 e il 29 aprile e poi il 6, il 12 e il 19 maggio. Sette giornate di consultazioni elettorali rappresentano l’unico espediente per riuscire a garantire il diritto di ogni cittadino a esprimere il proprio voto. Durante la prima fase, l’11 aprile, 142 milioni di indiani, in 20 distretti amministrativi e stati federali, sono chiamati a votare. Nelle otto circoscrizioni dell’Uttar Pradesh, l’affluenza alle urne, intorno alle 9 del mattino, aveva raggiunto già l’11 percento. Secondo i sondaggi, la National Democratic Alliance, la coalizione guidata dal partito dell’attuale premier Modi, il Bharatiya Janata Party (BJP), sembra essere in testa. Tuttavia, alcuni analisti hanno sottolineato il fatto che la vittoria non è garantita, come è stato nelle scorse elezioni. Il principale competitor di Modi è Rahul Gandhi, leader del Partito del Congresso, figlio di Sonia Gandhi e dell’ex primo ministro Rajiv. Inoltre, alcuni partiti regionali hanno deciso di unirsi in un terzo fronte, che rischia di intaccare la base elettorale dell’attuale premier. Tuttavia, Narendra Modi rimane il leader più popolare in India. Secondo i sondaggi, il suo gradimento si attesta intorno al 43 per cento. 

Modi, 68 anni, si presenta alle elezioni dopo 5 anni alla guida del Paese. I temi su cui si è basata la sua campagna elettorale sono stati prevalentemente il nazionalismo e l’opposizione alla minoranza musulmana, che costituisce il 13% della popolazione. Gli indù, la base elettorale di Modi, rappresentano invece l’80% del Paese. Molte delle promesse fatte da Modi nel 2014, tra cui la creazione di 10 milioni di posti di lavoro, non sono state mantenute. Tuttavia, il primo ministro non sembra aver perso il sostegno popolare, che chiede un leader forte, sopratutto alla luce dei recenti scontri con il Pakistan. Secondo quanto riporta Al-Jazeera English, Raziul Nasir, 53 anni, contabile di un’azienda di costruzioni, ha dichiarato che il suo voto si baserà sulle preoccupazioni per il futuro dei suoi figli. “Tutto quello che voglio è che le persone che stanno disseminando odio vengano sconfitte”, ha dichiarato. Naresh Kumar, 43 anni, proveniente dal villaggio di Bishada, appena fuori Nuova Delhi, ha riferito di volere la vittoria del BJP di Modi.  “Modi ha fatto molte cose”, ha dichiarato. Altre persone intervistate sono state, tuttavia, più critiche. Sachin Tyagi, il proprietario di un negozio di telefonia mobile dello stato di Uttar Pradesh, ha dichiarato: “Sono contento dell’operato di Modi, ma la situazione riguardante il lavoro dovrebbe essere migliorata”. 

La Commissione elettorale ha riferito che le elezioni si stanno svolgendo regolarmente, anche nel distretto orientale di Chhattisgarh, dove il 9 aprile alcuni ribelli maoisti hanno effettuato un attentato che ha causato la morte di 4 membri delle forze di sicurezza e del deputato appartenente al partito nazionalista indù del premier Modi, il BJP. Un altro episodio di violenza si è verificato nel sud del Paese, nello stato di Andhra Pradesh, dove un sostenitore del partito Telugu Desam è morto a seguito di uno scontro avvenuto fuori da una cabina elettorale. Infine, anche la regione contesa del Kashmir, a maggioranza musulmana, sta vivendo una fase di instabilità. Almeno 2 persone sono morte, il 9 aprile, nell’area amministrata dall’India, portando le autorità ad aumentare le misure di sicurezza in vista delle elezioni. Le scuole sono state chiuse e la libera circolazione di automobili è stata limitata in tutta la regione.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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