Putin: il Russiagate “montagna che ha partorito un topolino”

Pubblicato il 10 aprile 2019 alle 8:05 in Russia USA e Canada

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Il presidente russo Vladimir Putin ritiene che il risultato dell’indagine del procuratore speciale statunitense Robert Muller sul Russiagate, la presunta collusione tra Donald Trump ed emissari del Cremlino, conclusasi con un nulla di fatto, era “prevedibile”.

“Sin dall’inizio abbiamo detto che questa famigerata indagine del signor Muller non avrebbe trovato nulla, per prima cosa perché nessuno sa meglio di noi che la Russia non ha interferito in nessuna elezione negli Stati Uniti, e, secondo, non c’era alcuna collusione che Muller cercava tra Trump e la Russia” – ha dichiarato Putin durante la discussione del V Forum Artico in corso a San Pietroburgo.

Putin ha ricordato che non aveva avuto alcuna relazione con Trump in precedenza. “È un’assurdità totale, progettata esclusivamente per il pubblico di casa e utilizzata nella lotta politica interna negli stessi Stati Uniti” – ha sottolineato il leader del Cremlino.

“Pertanto, il fatto che l’indagine sia stata come una” montagna che partorisce un topolino”, come si suol dire, era chiaro per noi in anticipo” – ha detto Putin, che ha sottolineato come, tuttavia, la situazione politica interna negli Stati Uniti non è diventata più facile dopo il rapporto che scagiona Trump e gli uomini del suo comitato elettorale. Secondo Putin, esiste un elemento di crisi nel sistema politico americano stesso.

“Perché dopotutto, guarda cosa sta succedendo, ci sono gruppi che attaccano il presidente legittimamente eletto, essenzialmente perché non sono d’accordo con la scelta del popolo americano, cercando di rendere nulli i risultati elettorali: questa è una crisi del sistema politico” – ha detto il presidente della Federazione russa, che ha aggiunto che si tratta di qualcosa che non è mai accaduto prima nella storia degli Stati Uniti.

Putin crede, tuttavia, che la Russia e gli Stati Uniti abbiano buone opportunità di cooperazione, ma solo dopo che i politici USA abbiano trovato una soluzione ai problemi politici interni a Washington. 

“Molte cose, penso, sono accettate oggi bilateralmente sotto la pressione delle circostanze politiche interne” – ha detto, parlando delle relazioni tra Russia e Stati Uniti. “Ci auguriamo che quando questa situazione si normalizzerà, apriremo prospettive di cooperazione e lavoreremo bilateralmente su tutte le questioni che ho menzionato: terrorismo, epidemie, ecologia, problemi di disarmo… Penso che ne siamo tutti interessati. Non appena le condizioni si svilupperanno negli Stati Uniti, lavoreremo insieme” – ha detto Putin, che ha aggiunto però che molto dipende dalla parte americana. “Che lo vogliamo o no, non dipende da noi” – ha specificato.

Allo stesso tempo, Putin ha detto che la Russia è pronta a lavorare con qualunque Presidente degli Stati Uniti e che sarebbe lieta di riprendere un dialogo pieno ed equo con gli Stati Uniti.

“Non difendo affatto il presidente Trump in questo momento, abbiamo molte divergenze con lui. Sotto la sua amministrazione, un enorme numero di sanzioni sono state imposte contro la Russia… Ma se il dialogo tra Stati Uniti e Russia è ripreso, a pieno titolo, uguali diritti, anche su questioni di preoccupazione sia per noi che per tutta l’umanità, come le questioni del disarmo, beh allora ne saremo felici, siamo pronti per questo” – ha concluso Putin.

di Redazione

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