Elezioni in Israele: media annunciano la vittoria di Netanyahu

Pubblicato il 10 aprile 2019 alle 9:59 in Israele Medio Oriente

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I principali canali televisivi israeliani hanno annunciato, il 10 aprile, che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha vinto le elezioni nazionali, assicurandosi un quinto mandato in carica, dopo un testa a testa serrato con il suo principale rivale. Quest’ultimo, Benny Gantz, aveva annunciato la vittoria del proprio partito, nella tarda serata del 9 aprile. 

Con lo scrutinio delle schede elettorali al 97%, nessuno dei partiti dei candidati risulta ancora aver conquistato una netta maggioranza. Tuttavia, secondo i media israeliani, Netanyahu sembrerebbe chiaramente in una posizione di forza rispetto all’ex capo delle forze armate, Benjamin Gantz. Il partito del premier in carica, il Likud, non ha raggiunto la maggioranza autonomamente, ma potrà tentare di formare un governo di coalizione con altre fazioni di destra che lo hanno sostenuto. Il confronto elettorale, molto combattuto, è stato seguito ampiamente in Israele, in quanto rappresenta una sorta di referendum sull’operato di Netanyahu, negli ultimi quattro mandati alla guida dello Stato ebraico. 

Netanyahu si è presentato alle elezioni del 9 aprile indebolito da alcuni scandali che lo vedono coinvolto in giri di corruzione. Alla luce di un possibile processo, il suo destino politico è apparso incerto. La campagna elettorale di Netanyahu si è basata sulla linea dura nei confronti della resistenza palestinese e sui successi ottenuti nelle relazioni con i maggiori leader mondiali. Uno dei più importanti traguardi raggiunti durante il suo mandato è stato il trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme, avvenuta il 14 maggio 2018. Tale evento ha seguito il riconoscimento della città come capitale di Israele, da parte degli Stati Uniti, nonostante la Città Santa goda di uno status internazionale, regolato da un piano di spartizione delle Nazioni Unite. Un altro rilevante successo è stato il riconoscimento americano, avvenuto il 25 marzo, della sovranità israeliana sulle Alture del Golan, conquistate alla Siria a seguito della vittoria della guerra arabo-israeliana del 1967. L’ultimo annuncio di Netanyahu, durante questa campagna elettorale, ha riguardato l’intenzione di annettere le colonie israeliane in Cisgiordania, un atto considerato illegale secondo il diritto internazionale. 

A seguito dei risultati degli exit polls, un alto funzionario palestinese ha dichiarato che la popolazione israeliana ha votato, ancora una volta, “no alla pace”. “Gli israeliani hanno votato per preservare lo status quo, hanno detto no alla pace e sì all’occupazione”, ha riferito in un comunicato l’alto funzionario palestinese, Saeb Erekat. Anche i sondaggi vedono Netanyahu in una buona posizione, se considerati i seggi che sembrerebbe aver totalizzato, insieme agli alleati di destra. Tuttavia, in passato, gli exit poll si sono dimostrati inaffidabili in Israele. I risultati ufficiali non sono ancora disponibili. Il dato registrato dal funzionario palestinese, tuttavia, riguarda la deludente performance dei partiti di sinistra, maggiormente impegnati nel processo di pace con la controparte palestinese. Secondo i sondaggi, il Likud di Netanyahu avrebbe conquistato tra i 33 e i 36 seggi nel parlamento israeliano, mentre il partito Blue and White di Gantz se ne sarebbe assicurati 36 o 37. Il Likud, insieme ai piccoli partiti di destra suoi alleati, riuscirebbe a totalizzare tra i 60 e 66 seggi, sempre secondo i sondaggi. L’alleanza intorno al Blue and White raggiungerebbe solo un numero tra i 54 e 60 seggi. I posti disponibili all’interno del Knesset, il parlamento israeliano, sono 120. I partiti devono assicurarsi 61 seggi su 120 per raggiungere la maggioranza necessaria ad esprimere il prossimo primo ministro di Israele. 

“E’ una notte di vittoria colossale”, ha dichiarato Netanyahu, in un discorso pronunciato nella tarda serata tra il 9 e il 10 aprile, presso il quartier generale del Likud. Nonostante il premier in carica abbia sottolineato l’importanza di attendere i risultati ufficiali, i festeggiamenti sono iniziati per il suo partito. Fuochi d’artificio hanno celebrato il politico, accompagnato dalla moglie Sara. I sostenitori presenti hanno intonato: “È un mago”. Benjamin Gantz, ex generale delle Israeli Defence Forces (IDF) di 59 anni, aveva rivendicato la vittoria poche ore prima, citando i sondaggi preliminari, pubblicati subito dopo la chiusura dei seggi. Secondo le prime proiezioni, infatti, il suo partito sembrava essere il favorito per provare a formare un governo di coalizione. “Siamo i vincitori”, aveva dichiarato Gantz. “Vogliamo ringraziare Benjamin Netanyahu per il suo servizio alla nazione”. Nella mattinata del 10 aprile, tuttavia, è emerso un quadro più chiaro della situazione, dal quale emergerebbe la vittoria, seppur con un piccolo margine, del premier in carica. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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