Algeria: i manifestanti si oppongono alla nomina del nuovo premier, scontri con la polizia

Pubblicato il 10 aprile 2019 alle 14:00 in Africa Algeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Ad Algeri, la polizia ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro le centinaia di studenti che si erano riuniti per manifestare contro la nomina del nuovo presidente ad interim, a seguito delle dimissioni di Abdelaziz Bouteflika. Il nuovo presidente fa parte dell’élite che ha governato il Paese dall’indipendenza algerina ad oggi. 

Le manifestazioni continuano nella capitale dell’Algeria e nuovi scontri si sono verificati nella giornata di martedì 9 aprile. Lo stesso giorno, il Parlamento algerino ha ufficialmente confermato come capo di Stato ad interim il presidente del Senato, Abdelkader Bensalah, che resterà in carica per i prossimi 90 giorni. Alcune immagini delle proteste del 9 aprile mostrano le forze della polizia caricare i manifestanti urlando slogan, utilizzando spray al peperoncino, cannoni ad acqua e manganelli per disperdere la folla. Gli studenti hanno più volte dichiarato che le dimissioni del precedente presidente non sono sufficienti a placare le proteste. Le piazze algerine chiedono un cambio radicale nelle sedi del potere, che sono state monopolizzate dall’élite di cui faceva parte il presidente precedente. 

Bouteflika è un veterano della guerra di indipendenza algerina contro la Francia, verificatasi tra il 1954 e il 1962. Dopo la dichiarazione d’indipendenza del Paese, Bouteflika e gli altri veterani hanno dominato la scena politica. Tale élite continua anche oggi a mantenerne il controllo. Nonostante la sua età e la sua salute precaria il presidente sembrava intenzionato a non piegarsi alla volontà delle piazze algerine. Nel 2008, per assicurarsi di rimanere in carica il più a lungo possibile, Bouteflika aveva eliminato le regole costituzionali che limitavano il potere del presidente a due mandati, vincendo poi le elezioni del 2009 con il 90% dei consensi. Molti algerini lo considerano il leader della riconciliazione nazionale successiva alla guerra civile. Alle elezioni del 2014, Bouteflika aveva ottenuto poi l’82% dei voti.

Abdelkader Bensalah sostituirà temporaneamente l’ex presidente Bouteflika, dimessosi martedì 2 aprile dopo l’esplosione di enormi proteste contro il suo tentativo di ricandidarsi alla carica presidenziale. In seguito alle dimissioni, il Consiglio costituzionale aveva dichiarato vacante la presidenza e aveva annunciato che, secondo la Costituzione, sarebbe stato il presidente della Camera alta del Parlamento, il 77enne Abdelkader Bensalah, a dover prendere le redini del Paese nell’attesa di future elezioni. “Sono obbligato per dovere nazionale ad assumermi la grande responsabilità di guidare una transizione che consentirà al popolo algerino di esercitare la propria sovranità”, ha dichiarato Bensalah. “Dobbiamo lavorare per permettere al popolo di eleggere il suo presidente il più presto possibile”. Già poco dopo l’annuncio, diversi manifestanti e studenti si sono riuniti nel centro di Algeri per contestare la decisione, ma la polizia è intervenuta immediatamente per disperderli.

Venerdì 5 aprile, nel giorno della prima protesta successiva all’annuncio di dimissioni da parte di Bouteflika, gli algerini avevano insistito che i sostenitori del regime venissero esclusi dalla transizione politica. Tre candidati, in particolare, erano stati presi di mira: il presidente della Camera alta del Parlamento Bensalah, il capo del consiglio costituzionale Tayeb Belaiz e il primo ministro Noureddine Bedoui. Il quotidiano filogovernativo El Moudjahid aveva suggerito, in un editoriale pubblicato domenica 7 aprile, di trovare un candidato “di consenso”, accettabile sia per lo Stato sia per il popolo. Ma il giornale portavoce del regime non era stato in grado di indicare alcun nome. Dall’altro lato, il capo dell’esercito, il generale Ahmed Gaid Salah, insisteva sul fatto che la successione di Bouteflika dovesse rispettare rigorosamente il quadro costituzionale. I manifestanti vorrebbero invece “una soluzione fuori dalla Costituzione”, come ha riferito Rashid Grim, professore di scienze politiche presso l’Istituto superiore di gestione e pianificazione di Algeri. Il movimento di protesta continua a chiedere un nuovo quadro transitorio impegnato in riforme radicali e nell’organizzazione di elezioni libere.

Le manifestazioni nel Paese nordafricano hanno avuto inizio il 22 febbraio, dopo che il presidente ha annunciato la sua intenzione di candidarsi per un quinto mandato come capo di Stato. Questa mossa era stata sostenuta dal suo partito, il Fronte di liberazione nazionale (NLF) e dai suoi alleati, ma fortemente osteggiata dalla popolazione algerina. Il presidente aveva inizialmente ceduto alle richieste dei manifestanti e aveva annunciato che non avrebbe partecipato alle successive elezioni algerine. Tuttavia, il capo di Stato ha poi fatto un passo indietro e ha dichiarato che sarebbe rimasto alla guida del Paese, fino all’adozione di una nuova Costituzione, estendendo di fatto il suo attuale mandato. La promessa di una riforma costituzionale non è riuscita a placare le centinaia di migliaia di algerini che sono scesi in piazza per quasi cinque settimane, chiedendo le dimissioni immediate del presidente. A seguito della crescita delle proteste, i partiti di opposizione, l’esercito algerino, il partito di Bouteflika e i suoi stessi alleati hanno deciso di supportare i manifestanti e hanno chiesto, a loro volta, le dimissioni del presidente. Tali posizioni non hanno fatto che aumentare l’isolamento del capo di Stato di 82 anni, che è stato raramente visto in pubblico dopo il 2013, anno in cui ha avuto un ictus che ha fortemente peggiorato le sue condizioni di salute. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.