Spagna: gli investitori puntano su alleanza socialisti-liberali

Pubblicato il 9 aprile 2019 alle 10:35 in Europa Spagna

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Una nuova situazione di stallo politico dopo le elezioni del 28 aprile danneggerebbe l’economia e provocherebbe una reazione negativa nei mercati, ma l’indebolimento dell’estrema sinistra di Podemos e la possibilità di un governo più centrista con possibile alleanza tra i liberali di Ciudadanos e i socialisti del PSOE rassicurerebbe gli investitori. È quanto risulta chiaramente dalle relazioni di banche e agenzie d’investimento cui il quotidiano madrileno El Mundo ha avuto accesso.

Un rapporto di Barclays intitolato Elecciones españolas: incógnitas conocidas spiega le reazioni e le principali attese degli investitori. “Prevediamo reazioni favorevoli a una coalizione formata da PSOE e Ciudadanos, che è il risultato più probabile, secondo i sondaggi”- dicono gli analisti di Barclays. Prevedono inoltre una risposta positiva dei mercati “con una coalizione di maggioranza conservatrice formata da PP, Ciudadanos e Vox”. Tuttavia, “la reazione non sarebbe positiva se il risultato fosse un altro governo di minoranza o nuove elezioni” – continuano gli analisti, perché implicherebbe un maggiore rilassamento anche nella lotta contro il deficit, negativa anche la valutazione “se il risultato fosse una coalizione formata da PSOE, Podemos e partiti nazionalisti, che aprirebbe alla possibilità di abrogare riforme e scontrarsi con l’Europa con una chiara reazione negativa dai mercati”. Ciò che comunque potrebbe rassicurare gli investitori sarebbe il fatto che  “il più grande membro della coalizione sarebbe il PSOE, che è tradizionalmente europeista”.

L’agenzia di titoli Intermoney ha anche scommesso “come lo scenario centrale più probabile per un governo di coalizione tra PSOE e Ciudadanos”. “Crediamo che il PSOE vincerà le elezioni e che alla fine Ciudadanos si convincerà a sostenere i socialisti” – sostengono gli analisti della compagnia, nonostante le ripetute promesse da parte del leader di Ciudadanos, Albert Rivera, di non siglare alcun accordo con Pedro Sánchez. 

“Il focus è sul Brexit e in altri paesi. Agli  analisti non preoccupano in modo particolare le elezioni spagnole, perché credono che alla fine si tratti di una partita tra PSOE, Ciudadanos e PP”  – dice un dirigente dell’Ibex-35, l’indice dei titoli della borsa di Madrid, che ha partecipato questa settimana agli incontri con gli investitori a Londra. L’ultimo rapporto di Goldman Sachs sui mercati non menziona nemmeno la Spagna e pone la debolezza europea “nel Regno Unito, in Italia e in Russia”. Commerzbank raccomanda inoltre di partecipare all’asta imminente di titoli di stato quinquennali dalla Spagna, ignorando possibili rischi di instabilità post-elettorale.

Lo spread è addirittura calato dal giorno delle dimissioni di Sánchez, il 15 febbraio scorso, da 115 a 110. Un analista della ING spiega che “Podemos è in calo, ha perso cinque punti dall’inizio dell’anno, dal 17% al 12%”. A suo parere, “l’ascesa del PSOE non rende più probabile un governo di sinistra, perché riporta al socialismo vecchi elettori che avevano puntato su Podemos, ma la somma di entrambe le parti rimane costante”. Quello che preoccupa i clienti è che “uno stallo politico può danneggiare l’economia” e non esclude un aumento dello spread sebbene non eccessivo.

Tuttavia, uno studio di Fisher Investments va oltre e sostiene che una nuova fase di stallo politico potrebbe essere persino positiva per l’economia poiché rappresenterebbe un freno all’adozione di quelle che definisce “misure sbagliate”.  “L’economia spagnola ha prosperato durante lo stallo politico, dal momento che il primo trimestre del 2016, quando è iniziata la frammentazione politica , è cresciuta del 2,7% in media ogni anno. Ciò è dovuto in gran parte alla riforma del lavoro e alla situazione di blocco che impedisce ai politici di abrogarlo” – si legge nello studio. 

Sia per Standard and Poor’s che per Moody’s, invece, la frammentazione politica è un problema per l’economia spagnola perché rallenta la possibilità di apportare riforme e aggiustamenti di cui il paese ha bisogno per migliorare la propria competitività e solvibilità.

La soluzione favorita dalle grandi compagnie d’investimento è dunque una coalizione tra Partito Socialista e Ciudadanos. D’altra parte, anche se un governo a guida Popolare, con Ciudadanos e sostenuto dall’estrema destra di Vox, noto come “l’Andalusa”, non suscita preoccupazioni dal punto di vista economico, genera dubbi politici a cauda sull’impatto sulla Catalogna, secondo l’agenzia di rating del credito DBRS , infatti, “c’è il rischio di una nuova escalation di tensione in Catalogna nei prossimi mesi, soprattutto se c’è un governo conservatore”.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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