Algeria: Abdelkader Bensalah nominato presidente ad interim

Pubblicato il 9 aprile 2019 alle 13:37 in Africa Algeria

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Il Parlamento algerino ha ufficialmente confermato come capo di Stato ad interim il presidente del Senato Abdelkader Bensalah, che resterà in carica per i prossimi 90 giorni. L’uomo sostituirà temporaneamente l’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, dimessosi martedì 2 aprile dopo l’esplosione di enormi proteste contro il suo tentativo di ricandidarsi alla carica presidenziale. In seguito alle dimissioni di Bouteflika, il Consiglio costituzionale aveva dichiarato vacante la presidenza e aveva annunciato che, secondo la Costituzione, sarebbe stato il presidente della Camera alta del Parlamento, il 77enne Abdelkader Bensalah, a dover prendere le redini del Paese nell’attesa di future elezioni.

“Sono obbligato dal dovere nazionale ad assumermi la grande responsabilità di guidare una transizione che consentirà al popolo algerino di esercitare la propria sovranità”, ha detto Bensalah martedì. “Dobbiamo lavorare per permettere al popolo di eleggere il suo presidente il più presto possibile”.

Poco dopo l’annuncio, diversi manifestanti e studenti si sono riuniti nel centro di Algeri per contestare la decisione, ma la polizia è intervenuta immediatamente per disperderli, lanciando gas lacrimogeni e usando cannoni ad acqua. Le immagini pubblicate sui social media mostrano numerosi attivisti che marciano con cartelli contenenti slogan antigovernativi, tra cui: “Devono essere rimossi tutti”.

Venerdì 5 aprile, nel giorno della prima protesta successiva all’annuncio di dimissioni da parte di Bouteflika, rilasciato il 2 aprile, gli algerini avevano insistito che i sostenitori del regime venissero esclusi dalla transizione politica. Tre candidati, in particolare, erano stati presi di mira: il presidente della Camera alta del Parlamento Bensalah, il capo del consiglio costituzionale Tayeb Belaiz e il primo ministro Noureddine Bedoui.

Il quotidiano filogovernativo El Moudjahid aveva suggerito, in un editoriale pubblicato domenica 7 aprile, di trovare un candidato “di consenso”, accettabile sia per lo Stato sia per il popolo. Ma il giornale portavoce del regime non era stato in grado di indicare alcun nome. Dall’altro lato, il capo dell’esercito, il generale Ahmed Gaid Salah, insisteva sul fatto che la successione di Bouteflika dovesse rispettare rigorosamente il quadro costituzionale. I manifestanti vorrebbero invece “una soluzione fuori dalla Costituzione”, come ha riferito Rashid Grim, professore di scienze politiche presso l’Istituto superiore di gestione e pianificazione di Algeri. Il movimento di protesta continua a chiedere un nuovo quadro transitorio impegnato in riforme radicali e nell’organizzazione di elezioni libere.

Le manifestazioni nel Paese nordafricano hanno avuto inizio il 22 febbraio, dopo che il presidente ha annunciato la sua intenzione di candidarsi per un quinto mandato come capo di Stato. Questa mossa era stata sostenuta dal suo partito, il Fronte di liberazione nazionale (NLF) e dai suoi alleati, ma fortemente osteggiata dalla popolazione algerina. Il presidente aveva inizialmente ceduto alle richieste dei manifestanti e aveva annunciato che non avrebbe partecipato alle successive elezioni algerine. Tuttavia, il capo di Stato ha poi fatto un passo indietro e ha dichiarato che sarebbe rimasto alla guida del Paese, fino all’adozione di una nuova Costituzione, estendendo di fatto il suo attuale mandato. La promessa di una riforma costituzionale non è riuscita a placare le centinaia di migliaia di algerini che sono scesi in piazza per quasi cinque settimane, chiedendo le dimissioni immediate del presidente. A seguito della crescita delle proteste, i partiti di opposizione, l’esercito algerino, il partito di Bouteflika e i suoi stessi alleati hanno deciso di supportare i manifestanti e hanno chiesto, a loro volta, le dimissioni del presidente. Tali posizioni non hanno fatto che aumentare l’isolamento del capo di Stato di 82 anni, che è stato raramente visto in pubblico dopo il 2013, anno in cui ha avuto un ictus che ha fortemente peggiorato le sue condizioni di salute. 

A seguito delle dimissioni del presidente, una folla di persone si è radunata per celebrare l’evento ad Algeri. Diverse centinaia di algerini si sono ritrovati di fronte all’ufficio postale, nella notte di martedì 2 aprile. La folla ha mantenuto un comportamento pacifico. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, la Francia, ex potenza coloniale dell’Algeria, ha subito rilasciato una dichiarazione riguardante tali eventi. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha dichiarato di essere fiducioso che gli algerini continueranno la loro transizione democratica in modo “calmo e responsabile”, a seguito delle dimissioni del presidente Abdelaziz Bouteflika. “Questa è una pagina importante nella storia dell’Algeria che si trasforma”, ha dichiarato il ministro. “Siamo fiduciosi nella capacità di tutti gli algerini di continuare questa transizione democratica con lo stesso spirito di calma e responsabilità”, ha poi aggiunto.

Bouteflika è un veterano della guerra di indipendenza algerina contro la Francia, verificatasi tra il 1954 e il 1962. Dopo la dichiarazione d’indipendenza del Paese, Bouteflika e gli altri veterani hanno dominato la scena politica. Tale élite continua anche oggi a mantenerne il controllo. Nonostante la sua età e la sua salute precaria il presidente sembrava intenzionato a non piegarsi alla volontà delle piazze algerine. Nel 2008, per assicurarsi di rimanere in carica il più a lungo possibile, Bouteflika aveva eliminato le regole costituzionali che limitavano il potere del presidente a due mandati, vincendo poi le elezioni del 2009 con il 90% dei consensi. Molti algerini lo considerano il leader della riconciliazione nazionale successiva alla guerra civile. Alle elezioni del 2014, Bouteflika aveva ottenuto poi l’82% dei voti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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