Plaza Mayor usata come maxi-schermo elettorale: protesta contro il Comune di Madrid

Pubblicato il 8 aprile 2019 alle 9:16 in Europa Spagna

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Entra nel vivo la campagna elettorale in Spagna, a venti giorni dal voto del 28 aprile, con un risultato dall’esito incerto secondo tutti i sondaggi, che vedono in testa il Partito Socialista del premier Sánchez, ma senza maggioranza e con una potenziale alleanza delle tre formazioni di destra e centro-destra (Partito Popolare, Ciudadanos e Vox) data a pochi seggi dalla maggioranza assoluta. In una campagna elettorale particolarmente polarizzata per gli standard spagnoli, l’ultima polemica coinvolge il Comune di Madrid.

Sabato sera, la Casa de la Panadería, monumentale edificio seicentesco della Plaza Mayor di Madrid, è stata illuminata come un maxi-schermo su cui sono state proiettate immagini delle cosiddette “carte di Bárcenas”, i documenti dell’ex tesoriere del Partito Popolare, Luis Bárcenas, che, secondo la magistratura, sono prova del sistema di corruttele e finanziamento in nero del partito che, fino allo scorso giugno, ha governato la Spagna. Nelle immagini proiettate, si evidenziano i nomi dell’ex premier Mariano Rajoy, dell’ex ministro dell’economia dei governi Azanar, Rodrigo Rato, dell’eurodeputato Jaime Mayor e del presidente del Senato, Pío García Escudero, con accanto le cifre che avrebbero ricevuto in nero. L’immagine era corredata dallo slogan “Che non tornino”. Di seguito era proiettata un’immagine del premier Pedro Sánchez e del leader liberale Albert Rivera accompagnata dalla scritta “ma non ti rassegnare”. Secondo i sondaggi, infatti, un’alleanza tra socialisti e liberali potrebbe ottenere la maggioranza assoluta alle Cortes, un’ipotesi che Rivera respinge con forza a causa dei patti stretti da Sánchez negli ultimi mesi con gli indipendentisti catalani.

Podemos ha rivendicato l’iniziativa come parte della sua campagna elettorale. Il consiglio comunale di Madrid, dove governa una coalizione guidata da Podemos, ha emesso una dichiarazione in cui afferma che “non esiste un’autorizzazione esplicita per tale azione dal momento che il Presidente del distretto centrale, Jorge García Castaño, non l’ha firmata”.

Il comune della Capitale ha aggiunto che “c’era un’autorizzazione preliminare da parte di un tecnico del consiglio del distretto centrale poiché la documentazione tecnica fornita dal promotore era corretta”. Tuttavia, il Consiglio comunale ha annunciato che rivedrà la pratica di questa autorizzazione preliminare, chiarendo che “si assume solo la responsabilità per l’atto sulla strada pubblica e mai per il suo contenuto”.

Il Partito popolare, attraverso il suo portavoce in comune e candidato sindaco di Madrid alle elezioni del 26 maggio prossomo, José Luis Martínez-Almeida, ha sollecitato il sindaco, Manuela Carmena, a dare spiegazioni e a chiarire le responsabilità. In questo senso si è espressa anche la candidata del PP a presidente della Comunità di Madrid, Isabel Daz  Ayuso, che ha accusato di voler Carmena a “fare a Madrid quel che fa Ada Colau a Barcellona”, dove vengono utilizzati gli edifici pubblici per fare “propaganda” a scopi elettorali.

La candidata di Ciudadanos al Comune di Madrid, Begoña Villacis, durante un atto di campagna elettorale, ha affermato che chiederà la documentazione di autorizzazione del video oer chiarire le responsabilità di un evento che “non sembra legale”. Nessun commento, per ora, da parte del Partito Socialista. 

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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