Iran: un altro “disastro americano” può destabilizzare il Medio Oriente

Pubblicato il 8 aprile 2019 alle 17:10 in Iran USA e Canada

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Le autorità iraniane hanno avvertito gli Stati Uniti che la regione mediorientale potrebbe essere destabilizzata dalle loro decisioni, riferendosi all’annuncio del presidente americano, Donald Trump, dell’inserimento delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) nella lista delle organizzazioni terroristiche. 

L’Iran ha avvertito gli USA di non portare avanti una tale assurda iniziativa. La decisione americana, formalizzata l’8 aprile rappresenta, infatti, la prima volta che Washington etichetta l’esercito di un’altra nazione come un gruppo terroristico. Le prime indiscrezioni a questo riguardo sono cominciate a circolare il 5 aprile, quando il Wall Street Journal ha annunciato la notizia, citando un’autorità americana anonima. “Questo passo senza precedenti, guidato dal Dipartimento di Stato, riconosce la realtà dei fatti, che l’Iran non è solo uno Stato sponsor del terrorismo, ma che l’IRGC partecipa attivamente, finanzia e promuove il terrorismo come strumento di governo”, ha dichiarato Trump, lunedì 8 aprile. Da parte sua, il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha definito tale decisione come “un altro disastro americano” e ha sottolineato le possibili conseguenze della nuova provocazione statunitense. In un tweet, pubblicato la sera di domenica 7 aprile, Zarif ha insinuato che la decisione americana sia stata, in realtà, suggerita da Israele all’attuale amministrazione Trump. Secondo il ministro degli Esteri iraniano, i supporter di Netanyahu “cercano di trascinare gli Stati Uniti in una palude, al posto loro”. Il presidente Trump, quindi, dovrebbe “capire meglio la situazione, invece di farsi trascinare in un altro disastro americano”, si legge nel tweet. 

In una dichiarazione separata, Mohammad Ali Jafari, comandante delle IRGC, ha riferito che se Washington portasse avanti “una simile follia”, le truppe americane presenti in Medio Oriente “perderebbero la loro attuale condizione di pace e serenità”. Il comandante non ha poi escluso una mossa reciproca da parte di Teheran. “Se le indiscrezioni fossero vere e la stupida amministrazione americana intende veramente etichettare le IRGC come un’organizzazione terroristica, allora le IRGC, a loro volta, considereranno l’esercito americano al pari dell’ISIS, specialemente in Medio Oriente”. Tali minacce sarebbero particolarmente pericolose per le unità statunitensi operative in luoghi come l’Iraq, dove le milizie sciite filo-iraniane si trovano in prossimità delle truppe di Washington. Nella giornata di sabato 6 aprile, Heshmatollah Falahatpisheh, a capo del Comitato di Sicurezza Nazionale in seno al Parlamento iraniano, ha ribadito il concetto, divulgando un messaggio su Twitter in cui si legge che se le Guardie della Rivoluzione verranno aggiunte alla lista dei gruppi terroristici americani,  allora il Paese mediorientale farà altrettanto con le forze americane, e le metterà a fianco dell’ISIS.

L’ex sottosegretaria di Stato e negoziatrice  americana con l’Iran, Wendy Sherman, si è detta molto preoccupata circa le implicazioni che la mossa dell’amministrazione Trump rischia di avere sulle unità americane. La Sherman ha, quinidi, commentato: “Verrebbe da chiedersi, siccome è difficile considerarla una decisione presa nei nostri interessi, se il presidente non stia cercando le basi per un conflitto”. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è un organo militare istituito in Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. Il gruppo è nato come milizia influenzata dalla fede ideologica verso la Guida suprema dell’Iran, detto anche guida spirituale, a cui i Guardiani hanno giurato assoluta fedeltà. Negli anni, l’organo dapprima solo militare ha via via ampliato il suo potere all’interno dello Stato, e al momento si occupa principalmente della sicurezza nazionale, essendo responsabile di sicurezza interna, controllo delle frontiere, attività di polizia e delle operazioni missilistiche. A oggi, l’organo dispone di circa 120.000 uomini suddivisi in forze di terra, aeree e navali, e controlla anche alcune milizie volontarie chiamate basiji, in cui si arruolano i più giovani.

Il rapporto tra USA e Iran è estremamente teso da quando è in carica l’attuale amministrazione Trump. Gli Stati Uniti, infatti, si sono ritirati unilaterlamente dall’accordo sul nucleare del 2015, l’8 maggio 2018. Di conseguenza, Washington ha reimposto una serie di misure punitive contro Teheran. Il 5 novembre 2018, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro l’Iran, che ha colpito oltre 700 individui e società iraniane. L’obiettivo a breve termine delle misure, ha spiegato il comunicato del Tesoro, è quello di impedire che il Paese mediorientale continui a finanziare le proprie attività maligne e ad esercitare una forte pressione sulla regione. La finalità ultima è quella che l’Iran sia spinto a negoziare un nuovo accordo, in cui si impegni a non portare avanti nessun tipo di sviluppo o acquisto nucleare o missilistico. Recentemente, l’1 aprile, il governo degli Stati Uniti ha annunciato che sta considerando l’imposizione di ulteriori sanzioni contro l’Iran, che potrebbero andare a colpire alcuni settori dell’economia della Repubblica Islamica, non ancora toccati dalla crisi diplomatica tra i due Paesi. La Repubblica Islamica, in risposta, ha condannato l’atteggiamento americano e ha accusato Trump di fare del “terrorismo economico”. L’Iran, al momento, sta cercando di gestire una grave crisi interna dovuta ad una serie di alluvioni che hanno devastato parte del Paese. Decine di persone sono rimaste uccise e molte altre ferite, a causa di questa catastrofe climatica. Le piogge hanno, inoltre, reso inabitabili numerose case, creando un gran numero di sfollati interni. 

 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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