Afghanistan: esplosione a Jalalabad uccide 2 persone

Pubblicato il 8 aprile 2019 alle 15:00 in Afghanistan Asia

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L’esplosione di una bomba artigianale ha causato la morte di almeno 2 persone nella città di Jalalabad, nella provincia orientale di Nangarhar. 

L’ordigno è detonato la mattina di lunedì 8 aprile, secondo quanto riferito dal portavoce della polizia provinciale, Farid Khan. Le forze di sicurezza locali hanno poi aggiunto che 5 altre persone sono rimaste ferite e sono state trasportate d’urgenza al più vicino ospedale. Al momento, nessun gruppo ha rivendicato l’attacco. L’ennesimo attentato mortale arriva due giorni dopo una duplice  esplosione, sempre nella città di Jalalabad, che ha causato la morte di 3 persone e il ferimento di altre 20, sabato 6 aprile. 

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, tentano di riprendere il controllo del governo.

Inoltre, lo Stato Islamico è apparso nel Paese, sopratutto nella regione di Nangarhar, nel 2015, dove ha effettuato diversi attacchi, principalmente lungo il confine con il Pakistan. Le attività della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nell’area, sono estremamente problematiche per l’esercito di Kabul, a causa dei loro numerosi attacchi sistematici ai danni delle comunità locali sciite. L’ISIS è progressivamente diventato uno dei più pericolosi gruppi terroristici della zona, per via degli attentati e bombardamenti effettuati nella già instabile area. Anche i talebani hanno recentemente intensificato gli attacchi contro le forze di sicurezza governative, nonostante siano in atto alcune trattative di pace mediate dai funzionari statunitensi per trovare una soluzione politica che permetta di porre fine ai 17 anni di violenze nel Paese.

Uno dei recenti episodi più violenti in Afghanistan è stato portato a termine dai talebani la notte tra l’1 e il 2 aprile, quando almeno 8 membri delle forze di sicurezza, tra cui 6 poliziotti locali e 2 membri della polizia nazionale afghana, erano stati uccisi in un attentato. Poco prima, nella giornata di sabato 30 marzo, 4 studenti erano morti, e altre 17 persone, di cui 15 alunni e 2 insegnanti, erano rimaste ferite in un’altra esplosione causata sempre dai talebani. Nella medesima giornata, in attacchi separati, sempre a carico dei talebani, sono rimaste uccise un totale di oltre 30 persone, tra cui sia civili sia forze dell’ordine, quando il gruppo estremista ha lanciato alcuni assalti contro altri checkpoint di sicurezza in vari punti del Paese. In un attacco precedente, avvenuto nella tarda serata del 29 marzo, nella città di Ghazni, 9 poliziotti afghani sono rimasti uccisi quando alcuni militanti talebani hanno lanciato una imboscata presso un checkpoint. Quasi in contemporanea, altri 4 poliziotti sono rimasti uccisi, e due feriti, dopo che un differente gruppo di talebani ha aperto il fuoco presso il checkpoint di sicurezza allestito nella regione afghana meridionale di Zabul.

Separatamente, alcuni combattenti talebani hanno preso il controllo del distretto centrale di Arghanj Khaw, nella provincia Nord-orientale di Badakhshan, dopo due giorni di intensi combattimenti. A renderlo noto sono state le forze dell’ordine locali nella giornata di sabato. Secondo quanto hanno riferito due consiglieri provinciali, Abdullah Naji Nazari e Abdul Rahman Talaat, nella battaglia, iniziata la notte di giovedì 28 marzo, almeno 12 membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi, e altri 5 feriti. Altri 5 sono invece stati presi prigionieri dai talebani. Gli ufficiali intervistati si sono mostrati allarmati in quanto, avendo assunto il controllo di Arghanj Khaw, il gruppo gode ora di una posizione strategica per attaccare la capitale della provincia, Faizabad.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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