Israele: se rieletto, Netanyahu annetterà colonie in Cisgiordania

Pubblicato il 7 aprile 2019 alle 11:39 in Israele Palestina

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, a ridosso delle elezioni ha promesso ai suoi elettori che, qualora dovesse ottenere un altro mandato, annetterà le colonie israeliane nei territori occupati della Cisgiordania. 

Nella giornata di sabato 6 aprile, durante un’intervista per Israeli Channel 12 News, a tre giorni dalle elezioni, previste per il prossimo 9 aprile, a Netanyahu è stato chiesto perché non abbia esteso la sovranità israeliana anche alle colonie della Cisgiordania, come è stato invece fatto, senza il riconoscimento internazionale, per Gerusalemme Est e per le Alture del Golan, entrambi territori occupati durante il conflitto mediorientale del 1967. Il premier israeliano ha risposto affermando: “Chi dice che non lo faremo? Ce ne stiamo occupando e ne stiamo discutendo”, aggiungendo: “Se la domanda è se ci stiamo muovendo verso il prossimo passo, la risposta è sì. Estenderò la sovranità israeliana e non farò distinzione tra raggruppamenti di colonie e le colonie isolate”.

I leader palestinesi hanno subito reagito a tali affermazioni con ira. Saeb Erekat, principale negoziatore e stretto consigliere del presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha affermato: “Israele continuerà a violare sfrontatamente il diritto internazionale fintanto che la comunità internazionale continuerà a ricompensarla lasciandola impunita, in particolare con il sostegno e l’approvazione dell’amministrazione Trump in merito alla violazione israeliana dei diritti nazionali e umani del popolo di Palestina”.

A Gaza, un funzionario di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha esortato l’Autorità Palestinese, il governo di Abbas appoggiato dai Paesi occidentali, a sospendere la sua cooperazione in materia di sicurezza con Israele nella Cisgiordania occupata. “Il sogno di Netanyahu di annettere la Cisgiordania non si realizzerà mai, non permetteremo che accada”.

A esprimersi, nella giornata di domenica 7 aprile, è stato anche il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, il quale ha scritto un messaggio su Twitter definendo “irresponsabile” l’affermazione di Netanyahu, e volta solo a cercare voti poco prima delle elezioni.

Le colonie sono dal 2014 a oggi una delle questioni più dibattute nell’ambito degli sforzi atti ad avviare un processo di pace tra Palestina e Israele. Allo stato attuale, oltre 400.000 israeliani vivono in Cisgiordania, stando alle stime di Israele, a fronte dei circa 2,9 milioni di palestinesi, secondo le statistiche del Palestinian Statistics Bureau. Altri 212.000 israeliani vivono a Gerusalemme Est, ha riferito l’Ufficio per la Coordinazione degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite. La Palestina, insieme a molti Paesi, considera le colonie israeliane illegali in base agli accordi delle convenzioni di Ginevra che proibiscono di creare insediamenti su territori occupati in guerra. Israele contesta tale visione, vantando legami storici, politici e biblici con il territorio. Al momento, la Cisgiordania, dove i palestinesi intendono creare un loro Stato che includa anche Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, resta sotto l’occupazione militare israeliana con una limitata capacità di autodeterminazione palestinese. 

In questo contesto, il 25 marzo, a Washington, il presidente americano, Donald Trump, ha firmato un decreto nel quale gli Stati Uniti riconoscono la sovranità israeliana sulle Alture del Golan, all’inizio di un incontro con il primo ministro israeliano.  Il decreto ha formalizzato la dichiarazione di Trump del 21 marzo, con la quale il presidente degli USA aveva affermato che era giunto il momento per gli Stati Uniti “di riconoscere pienamente” la sovranità israeliana sul Golan.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale. 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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