Il Parlamento Europeo riconosce Gibilterra come “Colonia”

Pubblicato il 5 aprile 2019 alle 9:34 in Spagna UK

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La sessione plenaria del Parlamento europeo  ha approvato giovedì 5 aprile l’accordo per riformare la politica di esenzione dei visti per i cittadini britannici dopo la Brexit, un documento che include una nota in calce in cui  Gibilterra è definita “colonia” del Regno Unito. Il provvedimento è stato approvato con 502 voti a favore, 81 contrari e 29 astensioni.

Pertanto, i britannici saranno esonerati dalla richiesta dei visti nei loro viaggi verso l’UE  dopo la Brexit , un regolamento in cui  su richiesta della Spagna è stato introdotto un riferimento a Gibilterra per definire il territorio come una “colonia della corona britannica”.

Da un punto di vista pratico, con questo accordo i cittadini del Regno Unito possono entrare nell’Unione Europea senza visto per soggiorni brevi dopo la Brexit, a patto che vi sia reciprocità e il Regno Unito consenta lo stesso ai cittadini dei paesi dell’Unione.

I negoziati  tra le istituzioni europee sono rimasti bloccati per oltre un mese a causa del rifiuto del capo negoziatore del Parlamento europeo, il laburista britannico Claude Moraes, di accettare una definizione, quella di “colonia” per Gibilterra, appunto, che andava oltre il mandato conferitogli dai deputati.

I Ventisette hanno respinto durante cinque round di negoziati qualsiasi formulazione alternativa proposta dal Parlamento europeo, che non accettava nemmeno uno scritto che includesse la parola “colonia”.

Il governo spagnolo dubitava che un negoziatore britannico potesse difendere gli interessi di tutti gli europei e, infine, con i voti del Partito popolare europeo e dei Socialisti e Democratici, gli eurodeputati hanno forzato la sostituzione di Moraes lunedì 1 aprile con il socialista bulgaro Sergej Stanishev.

Il comitato per le libertà, la giustizia e l’interno (LIBE) ha finalmente revocato mercoledì 3 marzo il veto dei suoi negoziatori alla lettera proposta dalla Spagna e sostenuta dal  Consiglio  e dalla Commissione europea, che ha consentito alla plenaria del Parlamento europeo di confermare l’accordo giovedì 4 marzo.

La norma per cui i cittadini del Regno Unito e anche di Gibilterra possano entrare nella UE senza visti è una misura di emergenza preparata in modo “unilaterale” dalle istituzioni europee, nel quadro dei piani strategici settoriali che l’Unione ha progettato per attenuare gli eventuali danni più gravi di una Brexit caotica, se i negoziati per una separazione ordinata e concordata dovessero fallire.

Al di là dell’accordo sui visti, il sostegno a favore della posizione spagnola che considera Gibilterra una “colonia della corona britannica”, espresso prima dalla Commissione e dal Consiglio e ora anche dal Parlamento Europeo, si inserisce in una linea, stabilita durante tutto il negoziato sulla Brexit, che prevede che qualunque accordo su Gibilterra debba prima ricevere il placet di Madrid. Con il Regno Unito fuori dall’Unione, la contesa sulla Rocca e in particolare sulle acque territoriali attorno a quest’ultima non vedrà più la UE in posizione neutrale, ma a causa del vincolo di Sincera Cooperazione, che obbliga i membri a sostenersi l’un l’altro in situazioni simili, Bruxelles sosterrà le rivendicazioni di Madrid.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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