Nave tedesca salva 64 migranti, Salvini: “Ora vada ad Amburgo”

Pubblicato il 4 aprile 2019 alle 9:41 in Immigrazione Italia

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La nave tedesca, Sea Eye, ha salvato 64 migranti che si trovavano in difficoltà, al largo delle acque libiche. Un’altra imbarcazione, con 50 persone a bordo, risulta ancora dispersa. 

Riferendosi alla nave soccorsa, l’Ong ha dichiarato: “I migranti sono al sicuro a bordo della nostra nave”. L’allarme è stato lanciato nella mattinata di mercoledì 3 aprile, quando alcune persone a bordo dell’imbarcazione hanno chiamato il numero del servizio, Alarm Phone, attivato per il soccorso delle emergenze in mare. I migranti hanno riferito che la loro imbarcazione era in difficoltà nelle acque a largo di Zuara, una città a circa 100 km da Tripoli, nella Libia occidentale. Tra i migranti ci sono 10 donne e 6 bambini. La prima telefonata per le richieste di soccorso è stata effettuata alle 10 del mattino. Poco dopo, Alarm Phone ha ricevuto una seconda chiamata, in cui è stato richiesto urgentemente supporto medico a bordo. ”Abbiamo ricevuto la loro posizione GPS ”, ha dichiarato l’Ong. Tuttavia, “le autorità che abbiamo contattato non erano raggiungibili”, ha aggiunto, riferendosi alle autorità libiche. Secondo Alarm Phone, infatti, le indicazioni sulla posizione del gommone erano state inviate sia alla Guardia Costiera libica che all’Alan Kurdi, che si trovava nella zona, alla ricerca di una barca con 50 persone a bordo, che si ritiene sia scomparsa due giorni fa e di cui si sono perse le tracce. 

Quando l’operazione di salvataggio è stata completata, nel pomeriggio del 3 aprile, l’Ong ha pubblicato su Facebook un breve video dei migranti. Il filmato li ritrae prima a bordo del gommone e poi sulla nave Alan Kurdi. Alcuni di questi sono stati ritratti in ginocchio, in un gesto di ringraziamento. Altri sono stati ripresi mentre erano avvolti nelle coperte, appena saliti a bordo. Nel video si mostrano anche diversi bambini, di cui uno molto piccolo. Alla notizia dell’operazione di salvataggio, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha dichiarato: “La nave batte bandiera tedesca, Ong tedesca, armatore tedesco e capitano di Amburgo. È intervenuta in acque libiche e chiede un porto sicuro. Bene, vada ad Amburgo”. Tuttavia, il servizio Alarm Phone annuncia il successo del salvataggio su Twitter e scrive: “L’Alan Kurdi ha completato con successo l’operazione, salvando 64 persone ”. ”Questo caso dimostra l’importanza dell’intervento diretto della flotta civile al largo della Libia”, si legge. Tale dichiarazione fa riferimento alle recenti decisioni europee in merito ai salvataggi in mare, dovute sopratutto alla decisione italiana di chiudere i porti all’immigrazione. Infatti, il 27 marzo, l’Unione Europea ha annunciato che non effettuerà più il pattugliamento marittimo del Mediterraneo previsto dall’Operazione Sofia, volto a intercettare la tratta di esseri umani nell’area. Tale compito, d’ora in poi, sarà affidato a delle pattuglie aeree. A seguito della chiusura dei porti italiani, per volere del ministro dell’Interno, è stato negoziato un nuovo accordo sull’operazione Sophia dell’Unione Europea.

Il mandato dell’operazione sarebbe dovuto scadere il mese scordo, ma sono stati concessi altri 6 mesi di attività, mantenendo lo stesso obiettivo di scoraggiare i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo, ma con strumenti diversi. Il nuovo accordo non prevede più l’utilizzo di navi, ma farà affidamento su una serie di pattuglie aeree e un più stretto coordinamento con la Libia, secondo quanto hanno riferito alcuni diplomatici europei. “È imbarazzante, ma questa era l’unica via da intraprendere, vista la posizione dell’Italia, perché nessuno voleva che la missione di Sophia fosse completamente chiusa”, ha dichiarato uno dei diplomatici. Nel mese di marzo 2019, secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per l’Immigrazione (IOM), in Europa sono sbarcati circa 3.000 migranti, per un totale di circa 12.000 stranieri giunti via mare nel continente europeo nei primi 3 mesi dell’anno. Si tratta di una lieve diminuzione rispetto ai numeri registrati nello stesso periodo del 2018, quando arrivarono via mare 13.711 stranieri. Il primo porto di arrivo, ormai dai mesi estivi, si conferma la Spagna, seguita da Grecia, Italia, con soli 524 sbarchi, Malta e Cipro. In relazione al numero di morti in mare, nel mese di febbraio l’IOM ha registrato 311 decessi, la maggior parte dei quali si sono verificati lungo la rotta del Mediterraneo centrale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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