Il partito di Erdogan denuncia “irregolarità” nelle elezioni ad Istanbul

Pubblicato il 3 aprile 2019 alle 12:02 in Medio Oriente Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha presentato un appello contro i risultati delle elezioni a Istanbul del 31 marzo, sostenendo che ci sono state “eccessive” irregolarità. 

Il partito di Giustizia e Sviluppo (AK) del presidente turco ha totalizzato oltre il 50% dei voti a livello nazionale, ma ha perso le elezioni amministrative nelle tre maggiori città del Paese: Istanbul, Ankara e Izmir. I risultati ufficiali saranno rilasciati solo dopo che il consiglio elettorale turco avrà esaminato le obiezioni sollevate dai vari partiti politici, che hanno tre giorni per presentare eventuali denunce relative al processo elettorale. “Abbiamo depositato le nostre obiezioni presso le autorità elettorali in tutti i 39 distretti”, ha dichiarato ai giornalisti Bayram Senocak, esponente della sezione di Istanbul del Partito AK. “Abbiamo identificato irregolarità e falsificazioni”, ha poi aggiunto. Il partito del presidente Erdogan ha denunciato una differenza “eccessiva” tra i voti espressi nelle urne per il proprio candidato e i dati inviati alle autorità elettorali. 

La competizione ad Istanbul è stata particolarmente serrata. Sia il partito AK, sia il Partito popolare repubblicano (CHP) hanno, infatti, rivendicato la vittoria elettorale, nella giornata del 1 aprile. Yildirim, il candidato dell’AK Party, aveva affermato di aver vinto con circa 4.000 voti di vantaggio. Tuttavia, ha successivamente ammesso di aver ottenuto 25.000 preferenze in meno, rispetto ad Imamoglu, il futuro sindaco del partito CHP. Sezgin Tanrikulu, un deputato del CHP di Istanbul, ha dichiarato che, anche se Imamoglu risulta il vincitore della competizione elettorale ad Istanbul, il comitato elettorale intende aspettare il periodo di obiezione, prima di dichiarare la vittoria ufficiale. Martedì 3 aprile, Imamoglu si è recato ad Ankara per depositare una corona di fiori nel mausoleo del fondatore della Turchia moderna, Musfafa Kemal Ataturk, in un gesto estremamente simbolico, che lo stesso Erdogan ha compiuto dopo la sua elezione. Il candidato vincente ad Istanbul ha commentato le accuse di scorrettezze rivolte al suo partito dall’AK. “Se l’altra parte avesse vinto, avrei detto ‘congratulazioni Mr Binali Yildirim’, cosa che non dico perché sono io quello che ha vinto”, ha chiarato Imamoglu ai giornalisti. “Si stanno comportando come bambini a cui è stato tolto un giocattolo”.

È importante considerare il significato simbolico di Istanbul per Erdogan e il suo partito. La perdita del controllo su questa città rappresenta un evento particolarmente sofferto dall’AKP. Infatti, l’ascesa al potere di Erdogan è iniziata proprio ad Istanbul, nel 1994, quando l’attuale presidente è stato eletto sindaco della città, vincendo le stesse elezioni amministrative che sono state perse in questa occasione. Inoltre, Istanbul è una  metropoli di oltre 15 milioni di persone e rappresenta il maggiore centro industriale e commerciale della Turchia. Perdere il controllo di questa città priverà l’AK Party delle abbondanti risorse economiche che sono state importantissime per attuare le politiche necessarie ad espandere la base del partito. In questa città così importante, infatti, Erdogan aveva deciso di schierare proprio il suo fedele ex premier, Binali Yildirim, come candidato sindaco.

Il risultato di queste elezioni può, inoltre, essere considerato una critica nei confronti dell’atteggiamento di Erdogan e dei suoi continui attacchi l’opposizione, secondo il quotidiano Al-Monitor. Il presidente turco ha basato il proprio operato politico su quella che viene definita la “questione della sopravvivenza” della nazione, attaccata da cospiratori stranieri e interni. A tale proposito, Erdogan ha accusato il CHP di cooperare con i “terroristi”, equiparando il Partito Democratico dei popoli filo-curdi (HDP) al Partito dei Lavoratori Curdi (PKK), considerato illegale in Turchia. In queste elezioni, l’HDP, di visioni molto più moderate del PKK, ha sostenuto il partito rivale di Erdogan, il CH, nelle principali città, tra cui Ankara e Istanbul. Infine, una delle sorprese di queste elezioni viene dalla regione sudorientale, a maggioranza curda, della Turchia, dove l’HDP ha perso molte delle sue vecchie roccaforti, tra cui Bingol, Bitlis e Sirnak. “Alcune di queste sono città conservatrici e c’è un’inclinazione generale verso il conservatorismo dell’AKP”, ha riferito Irfan Aktan, un eminente giornalista che si è occupato di politica curda, per oltre un decennio. Tuttavia, a Diyarbakir, la più grande città del sud-est della Turchia a prevalenza curda, il partito filo-curdo ha comunque ottenuto una vittoria significativa.

Ora che le elezioni sono terminate, la prossima sfida del presidente Erdogan è rappresentata dalla crisi economica. Libera dalla pressione elettorale, Ankara sarà probabilmente costretta ad adottare misure di austerità e potrebbe cercare di ridurre le tensioni con gli Stati Uniti e le altre potenze occidentali, per ripristinare la fiducia degli investitori stranieri. Con un pessimo tempismo, tuttavia, il giorno dopo le elezioni amministrative, gli Stati Uniti hanno annunciato che non porteranno a termine la consegna degli F-35 in Turchia, dopo che Erdogan ha insistito nella decisione di acquistare il sistema di difesa aerea S-400 dalla Russia. A seguito di tale notizia, la lira turca ha perso oltre l’1% rispetto al dollaro, peggiorando una situazione economico-finanziaria, e ora anche politica, già estremamente complessa. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.