Palestina-Israele: giovane palestinese ucciso da un colono israeliano

Pubblicato il 3 aprile 2019 alle 13:14 in Israele Palestina

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Un giovane palestinese è stato ucciso e un altro è rimasto ferito, quando un colono israeliano ha aperto il fuoco contro di loro, al checkpoint di Huwwara, nei pressi della città di Nablus, in Cisgiordania.

Il ministero della Sanità palestinese ha confermato la morte del ragazzo, che è stato identificato dalla stampa locale come Muhammad Abdel al-Fattah, di 23 anni. Il giovane viveva nella città di Salfit, vicino al luogo dell’accaduto. A seguito dello sparo è stato portato all’ospedale Beilinson di Petah Tikva, a est di Tel Aviv, dove è stato dichiarato morto. Un altro ragazzo palestinese, Khaled Ruwayja, 22 anni, è stato ferito da un proiettile vagante. Khaled  è stato poi trasferito all’ospedale chirurgico Rafidia di Nablus. Il direttore della Mezzaluna Rossa palestinese di Nablus, Ahmed Jibril, ha dichiarato che le forze armate israeliane hanno impedito alle ambulanze palestinesi di raggiungere gli uomini feriti.

Fonti palestinesi hanno riferito che un colono israeliano, identificato come Joshua Sherman, ha bloccato la strada con il suo veicolo, impedendo ad al-Fattah di proseguire oltre il checkpoint. Il colono avrebbe poi aperto il fuoco contro il ragazzo a cui era stato impedito di proseguire. I proiettili hanno ucciso il giovane palestinese e ferito Khaled Ruwayja, che stava transitando a sua volta per il posto di blocco. Tuttavia, fonti israeliane hanno riferito una versione totalmente opposta dell’accaduto. Al-Fattah era presumibilmente in possesso di un coltello e sarebbe stato lui a bloccare la strada al mezzo di Sherman. Il giovane palestinese avrebbe tentato di attaccare la figlia del colono, che ha quindi sparato al ragazzo.

Joshua Sherman, il colono che ha aperto il fuoco, vive nell’insediamento di Elon Moreh, a nord-est della città palestinese di Nablus. Il quotidiano The New Arab riferisce che Sherman è un attivista del partito israeliano Nuova Destra, fondato dal ministro della Giustizia Ayelet Shaked e dal ministro dell’Educazione Naftali Bennett, e considerato all’estrema destra dello spettro politico. Il ministro Shaked è stato al centro di alcuni scandali, dopo aver invocato il genocidio dei palestinesi in un post su Facebook, successivamente cancellato, e per aver auspicato la morte delle madri palestinesi responsabili della crescita di “piccoli serpenti”. Il capo del Consiglio dei Coloni dell’area ha sottolineato che tale incidente si sarebbe potuto evitare, se fosse stata completata un’autostrada, accessibile solo ai coloni israeliani presenti nei Territori Palestinesi, che non transita per il checkpoint di Huwwara. La notizia di questo avvenimento si unisce a quelle relative all’arresto e il ferimento altri giovani nei villaggi della Cisgiordania

La questione degli insediamenti viene considerata uno dei principali ostacoli al raggiungimento un accordo di pace tra Israele e il popolo palestinese. Da parte sua, anche la comunità internazionale considera gli insediamenti illegali. Questi costituiscono, infatti, una violazione della quarta Convenzione di Ginevra, secondo la quale è illegale che una potenza occupante trasferisca parte della propria popolazione nel territorio occupato. Le Nazioni Unite hanno riferito di oltre 220 episodi di assalto contro persone o proprietà palestinesi da parte dei coloni israeliani, nel solo 2018. L’ONU ha, inoltre, sottolineato il fatto che i coloni possono agire protetti da una situazione fattuale di impunità quasi totale. Oltre il 90 % delle denunce presentate dai palestinesi in merito alle violenze dei coloni vengono chiuse dalle autorità israeliane senza che il colono in questione riceva alcun tipo di accusa.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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