Algeria: il presidente Bouteflika rassegna le dimissioni dopo 20 anni al potere

Pubblicato il 3 aprile 2019 alle 9:29 in Africa Algeria

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Il presidente dell’Algeria, Abdelaziz Bouteflika, ha informato il Consiglio Costituzionale delle proprie dimissioni, con effetto immediato, a seguito di una serie di proteste popolari in tutto il Paese.

Bouteflika “ha ufficialmente avvisato il Consiglio Costituzionale della fine del proprio mandato come Presidente della Repubblica”, martedì 2 aprile, secondo quanto riferito da una televisione locale, le cui parole sono state riportate dal quotidiano The New Arab. La notizia è arrivata a seguito dell’invito a Bouteflika, da parte del ministero della Difesa algerino, a “dimettersi immediatamente”. La pressione esercitata dal proprio ministero rappresenta solo l’ultimo appello delle forze politiche e sociali che hanno chiesto al presidente, anziano e malato da anni, di dimettersi dalla carica più alta del Paese. Alla notizia delle dimissioni di Bouteflika, il capo delle forze armate, Ahmed Gaid Salah, ha chiesto “l’immediata applicazione della procedura costituzionale per sollevare dal proprio incarico il capo di Stato”. A tale proposito, il Consiglio costituzionale dovrebbe incontrarsi mercoledì 3 aprile, per confermare le dimissioni e per dichiarare il presidente della camera alta del Parlamento come leader ad interim, per 90 giorni, fino alle prossime elezioni presidenziali.

La pressione su Bouteflika è aumentata progressivamente, a seguito di alcune settimane di proteste di massa in Algeria, che hanno chiesto le sue dimissioni e un ricambio dell’élite politica, al potere dalla fine della guerra d’indipendenza algerina, nel 1962. Le manifestazioni nel Paese nordafricano hanno avuto inizio il 22 febbraio, dopo che il presidente ha annunciato la sua intenzione di candidarsi per un quinto mandato come capo di Stato. Questa mossa era stata sostenuta dal suo partito, il Fronte di liberazione nazionale (NLF) e dai suoi alleati, ma fortemente osteggiata dalla popolazione algerina. Il presidente aveva inizialmente ceduto alle richieste dei manifestanti e aveva annunciato che non avrebbe partecipato alle successive elezioni algerine. Tuttavia, il capo di Stato ha poi fatto un passo indietro e ha dichiarato che sarebbe rimasto alla guida del Paese, fino all’adozione di una nuova Costituzione, estendendo di fatto il suo attuale mandato. La promessa di una riforma costituzionale non è riuscita a placare le centinaia di migliaia di algerini che sono scesi in piazza per quasi cinque settimane, chiedendo le dimissioni immediate del presidente. A seguito della crescita delle proteste, i partiti di opposizione, l’esercito algerino, il partito di Bouteflika e i suoi stessi alleati hanno deciso di supportare i manifestanti e hanno chiesto, a loro volta, le dimissioni del presidente. Tali posizioni non hanno fatto che aumentare l’isolamento del capo di Stato di 82 anni, che è stato raramente visto in pubblico dopo il 2013, anno in cui ha avuto un ictus che ha fortemente peggiorato le sue condizioni di salute. 

A seguito delle dimissioni del presidente, una folla di persone si è radunata per celebrare l’evento ad Algeri. Diverse centinaia di algerini si sono ritrovati di fronte all’ufficio postale, nella notte di martedì 2 aprile. La folla ha mantenuto un comportamente pacifico. I manifestanti hanno cantanto canzoni e sventolato bandiere, mentre alcune macchine giravano per la città, suonando i clacson per festeggiare.”Allahu Akbar”, Dio è grande, ha gridato un uomo in una diretta televisiva, che mostrava i festeggiamenti in strada per le dimissioni del presidente. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, l’ex potenza coloniale dell’Algeria, la Francia, ha subito rilasciato una dichiarazione riguardante tali eventi. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha dichiarato di essere fiducioso che gli algerini continueranno la loro transizione democratica in modo “calmo e responsabile”, a seguito delle dimissioni del presidente Abdelaziz Bouteflika. “Questa è una pagina importante nella storia dell’Algeria che si trasforma”, ha dichiarato il ministro. “Siamo fiduciosi nella capacità di tutti gli algerini di continuare questa transizione democratica con lo stesso spirito di calma e responsabilità”, ha poi aggiunto.

Bouteflika è un veterano della guerra di indipendenza algerina contro la Francia, verificatasi tra il 1954 e il 1962. Dopo la dichiarazione d’indipendenza del Paese, Bouteflika e gli altri veterani hanno dominato la scena politica. Tale élite continua anche oggi a mantenerne il controllo. Nonostante la sua età e la sua salute precaria il presidente sembrava intenzionato a non piegarsi alla volontà delle piazze algerine. Nel 2008, per assicurarsi di rimanere in carica il più a lungo possibile, Bouteflika aveva eliminato le regole costituzionali che limitavano il potere del presidente a due mandati, vincendo poi le elezioni del 2009 con il 90% dei consensi. Molti algerini lo considerano il leader della riconciliazione nazionale successiva alla guerra civile. Alle elezioni del 2014, Bouteflika aveva ottenuto poi l’82% dei voti.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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