USA sospendono la consegna degli F-35 alla Turchia

Pubblicato il 2 aprile 2019 alle 9:39 in Turchia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno annunciato che non porteranno a termine la consegna degli F-35 in Turchia, dopo che l’alleato della NATO ha insistito nella decisione di acquistare un sistema di difesa aerea dalla Russia.

Dopo mesi di avvertimenti, gli Stati Uniti hanno dichiarato che la decisione turca di acquistare il sistema di difesa S-400 russo risulta incompatibile con l’utilizzo degli aerei da guerra degli Stati Uniti, prodotti dall’azienda americana Lockheed Martin. “In attesa di una decisione turca inequivocabile in cui si rinunci alla consegna dell’S-400, le consegne e le attività associate allo stand-up della capacità operativa F-35 della Turchia sono state sospese”, ha affermato il Pentagono una dichiarazione. “Tuttavia, il nostro dialogo su questa importante questione con la Turchia continua”, ha aggiunto. I funzionari americani hanno espresso la preoccupazione che l’utilizzo turco delle due tecnologie possa facilitare lo spionaggio bellico russo. Gli Stati Uniti temono, quindi, che la Russia possa ottenere dati sugli F-35 dalla Turchia, che contribuiscano a migliorare l’accuratezza dell’S-400 nell’abbattere gli aerei occidentali.

La decisione statunitense era già stata anticipata, il 29 marzo, quando quattro senatori americani avevano presentato una proposta di legge, per impedire la consegna degli F-35 alla Turchia, se Ankara avesse proseguito con l’acquisto del sistema di difesa aerea russo S-400. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva risposto chiaramente agli Stati Uniti, sostenendo che l’accordo con la Russia sul sistema di difesa aereo non era negoziabile e non sarebbe stato sospeso. “Siamo d’accordo con la Russia, abbiamo firmato un accordo. Questa intesa è valida e stiamo discutendo le tempistiche per la consegna”, aveva poi dichiarato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, dopo un incontro con il suo omologo russo. “L’accordo è un affare fatto”, aveva poi aggiunto. 

A seguito della decisione americana, annunciata lunedì 1 aprile, il Pentagono ha dichiarato di aver iniziato a cercare altri partner, con i quali produrre le componenti degli F-35 che venivano sviluppate in Turchia. “Ci rammarichiamo per l’attuale situazione, ma il Dipartimento della Difesa sta adottando misure prudenti per proteggere gli investimenti condivisi”, si legge nella dichiarazione. L’acquisto di un sistema russo è molto insolito per un membro della NATO, l’alleanza occidentale creata al fine di contrastare l’Unione Sovietica. L’annuncio della sospensione della partnership americana con la Turchia sulla produzione degli F-35 arriva due giorni prima delle celebrazioni del 70 ° anniversario dell’alleanza atlantica. In tale occasione, i ministri degli Esteri dei 29 Paesi membri sono attesi a Washington per i festeggiamenti della ricorrenza. 

Il graduale avvicinamento della Turchia alla Russia preoccupa gli Stati Uniti, i quali non vogliono che uno dei loro alleati chiave in Medio Oriente, peraltro membro della NATO dal 1952, sbilanci gli equilibri geopolitici a favore di Mosca. I funzionari USA e NATO hanno ripetutamente protestato che le armi russe non possono essere integrate nel sistema di difesa della NATO. Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia. La Russia sostiene che il sistema può intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Il valore aggiunto dell’S-400, che ha un’autonomia di circa 250 miglia, è che può intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio. Gli S-400, inoltre, sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che, essenzialmente, crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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