Lega Araba invoca risoluzione Onu su Alture del Golan

Pubblicato il 1 aprile 2019 alle 6:00 in Medio Oriente Tunisia

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I leader dei Paesi della Lega Araba, nell’incontro di domenica 31 marzo, hanno convenuto sulla volontà di chiedere una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu contro la decisione statunitense di riconoscere la piena sovranità israeliana sulle Alture del Golan, e hanno promesso di sostenere i palestinesi nella loro richiesta di riconoscimento dello Stato.

Prendendo la parola in conclusione dell’incontro, il Segretario Generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha annunciato: “Noi, i leader dei Paesi arabi riuniti in Tunisia, esprimiamo il nostro rifiuto e condanna della decisione degli Stati Uniti di riconoscere la sovranità di Israele sul Golan”. Gheit ha inoltre spiegato che è stato deciso di presentare una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per poi chiedere un parere legale in merito alla mossa americana direttamente alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia. Il portavoce ha altresì scoraggiato qualunque altro Paese a seguire l’esempio di Washington.

In particolare, il re saudita, Salman bin Abdulaziz, ha affermato che il suo Paese “rifiuta assolutamente” qualsiasi misura che implichi la sovranità della Siria sulle Alture del Golan. Il presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, nel suo intervento ha sottolineato che gli Stati arabi hanno bisogno di assicurarsi che la comunità internazionale capisca la centralità della questione palestinese per tutti loro. Nel comunicato finale, i Paesi della Lega Araba, a lungo divisi da rivalità regionali, hanno rinnovato il loro sostegno all’iniziativa di una pace araba a Israele in cambio del suo ritiro da tutti i territori occupati nella guerra del 1967, e al contempo l’impegno per ravvivare i negoziati di pace con la Palestina. Essi hanno altresì esortato alla cooperazione generale con l’Iran, tramite una politica di non interferenza nei reciproci affari.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, anch’egli presente al vertice tunisino di domenica, ha commentato che qualsiasi risoluzione del conflitto siriano dovrà necessariamente garantire l’integrità territoriale della Siria, ivi incluse le Alture occupate del Golan.

Tuttavia, i lavori sono stati adombrati dall’improvvisa partenza anticipata dell’emiro qatariota, senza una motivazione ufficiale, poco dopo che Gheit aveva encomiato l’Arabia Saudita per il modo in cui la nazione aveva condotto la presidenza della Lega Araba nel corso del 2018; secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa locale TAP, però, il resto della delegazione del Paese è comunque rimasto all’incontro. Il summit ha fatto incontrare i leader dell’Arabia Saudita e del Qatar per la prima volta da quando, nell’estate del 2017, Riad e i suoi alleati hanno imposto un embargo politico ed economico su Doha, accusandola di aperto sostegno al terrorismo e di legami con l’Iran.

In questo contesto, i presidenti del Sudan e dell’Algeria, due nazioni agitate da proteste antigovernative, non hanno partecipato al summit. Anche la poltrona siriana è rimasta vacante, in quanto Damasco è stata sospesa dalla Lega nel 2011, con l’inizio della guerra civile nel Paese, e non è ancora stato raggiunto il consenso degli altri Stati per riammetterla nel gruppo.

Il motivo della riunione della Lega Araba è stata la recente mossa filo-israeliana del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale, il 25 marzo, in un incontro con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, a Washington, ha firmato un decreto riguardante le Alture del Golan. Con tale decreto il presidente americano ha riconosciuto la piena sovranità israeliana sul territorio che Israele ha conquistato dalla Siria, durante la guerra del 1967. Tale decisione risulta particolarmente controversa poiché il diritto internazionale proibisce l’annessione di territori conquistati tramite l’uso della forza. La delegazione siriana presso l’ONU ha allora chiesto alla presidenza del Consiglio di Sicurezza, presieduta dalla Francia, di fissare una seduta urgente per “discutere la situazione nel Golan siriano occupato e la recente flagrante violazione delle risoluzioni competenti del Consiglio di Sicurezza da parte di uno Stato membro”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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