Tunisia: posticipate di una settimana le elezioni presidenziali

Pubblicato il 31 marzo 2019 alle 6:00 in Africa Tunisia

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La Tunisia ha posticipato di una settimana la data delle prossime elezioni presidenziali, spostandole dal 10 al 17 novembre, ha reso noto un portavoce della commissione elettorale.

La notizia è stata divulgata nella giornata di venerdì 29 marzo da un membro della commissione elettorale del Paese. La data iniziale era stata fissata, nella prima settimana di marzo, al prossimo 10 novembre, ed era stata annunciata insieme a quella delle elezioni parlamentari, previste per il 6 ottobre. Tuttavia, la giornata del 10 novembre coinciderà con una festività islamica, Mawlid, nella quale molti tunisini saranno in viaggio. Da qui, la decisione di cambiare giorno. Durante il giorno islamico del Mawlid si celebra la data di nascita del profeta Maometto (Mawlid al-Nabī), la quale ricorre il 12 del mese lunare di Rabi’ al-awwal.

La corsa alla vittoria parlamentare, secondo i pronostici, vedrà schierati in testa tre grandi gruppi, ovvero da una parte  il Movimento della Rinascita, o Movimento al-Nahda, partito moderato islamista, dall’altra il partito Tahya Tounes, di ispirazione più laica, alla guida del quale vi è il primo ministro tunisino, Youssef Chahed, e infine il partito Nidaa Tounes, guidato dal figlio del presidente, Hafedh Caid Essebsi. Questi partiti governano attualmente lo Stato insieme, in quanto il parlamento tunisino, nel febbraio 2015, aveva dato la fiducia a un governo di coalizione composto dal partito di maggioranza Nidaa Tounes insieme al partito Ennahda e altri gruppi minori. Tuttavia, la coalizione si è gradualmente deteriorata per via di lotte intestine, arrecando una battuta d’arresto anche allo sviluppo economico e alle riforme nella regione.

In base alla Costituzione del 2014, la Tunisia deve organizzare votazioni legislative entro 2 mesi dalla fine del mandato parlamentare, previsto tra ottobre e l’inizio di dicembre 2019. Nel caso in cui nessun candidato riesca ad ottenere la maggioranza, entro due settimane verrà organizzato un secondo round di votazioni.

La Tunisia è l’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011. Tuttavia, tale transizione è stata frenata da problemi economici che hanno causato diverse proteste. Lo scorso 7 gennaio, i cittadini tunisini sono scesi in piazza in almeno dieci città per manifestare contro le misure di austerity, che hanno causato l’aumento delle tasse e dei prezzi, imposte dal governo tunisino per ridurre il deficit crescente e contrastare la crisi economica.

Secondo quanto riferito dal Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, nel corso dell’anno passato, la minaccia terroristica è rimasta elevata in Tunisia, in quanto al-Qa’ida nel Magalreb islamico (AQIM), il gruppo di Uqba bin Nafi e l’ISIS hanno continuato a lanciare attacchi contro il personale di sicurezza tunisino. Le forze di sicurezza tunisine, tuttavia, hanno migliorato la loro capacità di prevenire le attività terroristiche.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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