Italia: Salvini aggiorna direttiva su soccorso migranti, sì agli interventi libici

Pubblicato il 30 marzo 2019 alle 16:00 in Immigrazione Italia

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Il ministro dell’Interno e vice-premier italiano, Matteo Salvini, ha emendato la direttiva su migranti e frontiere marittime, approvando gli interventi di soccorso ai migranti condotti direttamente dai libici, e scatenando la reazione della Commissione Europea, la quale ha ricordato che la Libia non è considerata un “porto sicuro”.

Nella giornata di venerdì 29 marzo, Salvini ha aggiornato la recente Direttiva sulla sorveglianza delle frontiere marittime e per il contrasto dell’immigrazione illegale, documento che era stato pubblicata il 18 marzo scorso, per sottolineare “la piena legittimità degli interventi di soccorso dei libici, anche perché la presenza dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni garantisce il rispetto dei diritti degli immigrati e nel contempo salvataggi più rapidi”. Secondo quanto annunciato dal Viminale, tale decisione è stata presa nel pieno rispetto del parere formulato dalla Commissione Europea, la quale avrebbe determinato che “la Libia può e deve soccorrere gli immigrati in mare, e quindi è da considerare un Paese affidabile”. A fronte di ciò, il Viminale ha spiegato che si tratta di un Paese in cui gli immigrati, una volta riportati sulla terra ferma dalla Guardia Costiera, sono tutelati nel rispetto dei loro diritti fondamentali grazie anche alla presenza e alla vigilanza dello staff dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).

Tuttavia, nonostante la stessa Commissione Europea abbia confermato che la Libia è uno dei Paesi firmatari della Convenzione SAR (Search and Rescue) di Amburgo del 1979, gestita dall’Organizzazione marittima internazionale, l’organismo internazionale si è mostrato critico della mossa di Salvini, in quanto, allo stato attuale, la Libia non può ancora definirsi a pieno titolo un “porto sicuro”. Dopo la modifica apportata dal ministro dell’Interno italiano alla Direttiva sulla sorveglianza delle frontiere marittime del 18 marzo, una portavoce della Commissione Europa ha commentato che, per quanto al momento la Commissione non possa dare una “reazione precisa”, per quanto concerne gli sbarchi dei migranti si applica il diritto internazionale. In tal senso, la portavoce ha ricordato che la Commissione UE ha più volte giudicato che “al momento, in Libia non ci sono le condizioni di sicurezza”, tant’è che “tutte le imbarcazioni che battono bandiera UE non hanno il permesso di fare sbarchi in Libia”.

La direttiva, annunciata in aula la settimana precedente, subito prima della convocazione, da parte di Salvini, di un Tavolo permanente al Viminale per discutere la situazione insieme a esperti e forze di polizia, conclude che il passaggio di navi straniere soccorritrici nelle acque territoriali italiane sia lesivo del buon ordine e della sicurezza dello Stato italiano, nonché “finalizzato a introdurre migranti irregolari, in violazione delle leggi vigenti in materia di immigrazione, privi altresì di documenti di identità e provenienti in parte da Paesi stranieri a rischio terrorismo”, ed esorta dunque le forze di sicurezza ad “attenersi scrupolosamente” alle indicazioni al fine di “prevenire, anche a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica dello Stato italiano, l’ingresso illegale di immigrati sul territorio nazionale”. Il documento  è indirizzato al capo della polizia, direttore generale della pubblica sicurezza, al comandante generale dell’arma dei carabinieri, al comandante generale della guardia di finanza, al comandante generale del corpo delle capitanerie di porto, al capo di Stato maggiore della marina militare, e al capo di Stato maggiore della Difesa.

 

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Consultazione delle fonti italiane e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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