Huawei e i rischi per la sicurezza nazionale

Pubblicato il 29 marzo 2019 alle 15:53 in Cina UK

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Il governo britannico ha reso pubblica una valutazione dei rischi per la sicurezza posti dalla società di telecomunicazioni cinese, Huawei, alle reti di telecomunicazione britanniche, a seguito dei timori sollevati dagli Stati Uniti riguardanti gli attacchi informatici e lo spionaggio cinese in Occidente.  

La notizia è stata lanciata dal Washington Post, che pubblica la valutazione integralmente. Questo è il secondo anno consecutivo che il Government Communications Headquarters (GCHQ), l’agenzia di spionaggio britannica, analizza la questione e rileva gravi problemi. Quest’anno, i funzionari hanno dichiarato di aver trovato “ulteriori importanti problemi tecnici” nei processi di ingegneria dell’azienda. I tecnici hanno, inoltre, sottolineato alcune “problematiche relative” nei software dell’azienda cinese Huawei, “che creano nuovi rischi” per le reti di telecomunicazioni 4G della Gran Bretagna. L’agenzia, che ha supervisionato il controllo di hardware e software Huawei, ha riferito che può fornire “solo una garanzia limitata” rispetto ai rischi di lungo termine che l’utilizzo di queste apparecchiature può causare alla sicurezza nazionale. Tuttavia, la situazione potrebbe migliorare. Infatti, la stessa valutazione considera le correzioni che l’azienda cinese ha già programmato per i prossimi 3 e 5 anni e conferma che “il piano di trasformazione di Huawei” per risolvere i principali problemi “potrebbe, in linea di principio, avere successo”. A margine della riunione annuale del parlamento cinese, avvenuta l’8 marzo, il ministro degli Esteri della Repubblica Popolare, Wang Yi, ha affrontato il tema di Huawei e delle accuse occidentali contro la società. In passato, Huawei ha risposto a tali insinuazioni affermando di non rappresentare un rischio maggiore di qualsiasi altro produttore.

Gli Stati Uniti hanno lanciato un appello ai partner di tutto il mondo e hanno chiesto loro di non affidare ad Huawei lo sviluppo delle loro reti 5G. Secondo i funzionari per la sicurezza nazionale americana, i legami di Huawei con il governo della Repubblica Popolare e le recenti leggi cinesi, che impongono alle imprese di assistere il governo nella raccolta di informazioni, ne fanno un venditore inaffidabile. Il timore dell’amministrazione americana è che l’azienda cinese porti avanti operazioni di spionaggio nei vari Paesi in cui opera. Tuttavia, la valutazione dell’agenzia britannica non si è concentrata sul rapporto delle aziende cinesi con lo Stato, ma sulle carenze nei software e hardware dei prodotti della Huawei. Tale azienda rappresenta il più grande produttore mondiale di apparecchiature per le telecomunicazioni ed è presente nella rete britannica dal 2003. L’agenzia di intelligence ha supervisionato i lavori all’interno dell’Huawei Cybersecurity Evaluation Center, chiamato anche “the cell”, una struttura nella contea inglese dell’Oxfordshire, appartenente alla società cinese. Il centro impiega personale Huawei, ma è gestito dai GCHQ. Lo scopo dell’indagine è unicamente informativo e il lavoro del comitato di sorveglianza non è quello di decidere se Huawei debba o meno essere esclusa dal mercato britannico. 

Tuttavia, è probabile che i risultati di questa analisi finiranno per influenzare la strategia per l’implementazione del 5G che il governo britannico annuncerà questa primavera. La nuova rete 5G è progettata per essere fino a 100 volte più veloce dell’attuale sistema 4G, alimentando vetture autonome, città intelligenti e operazioni militari più efficaci. Le potenzialità di questa rete, tuttavia, vanno di pari passo con le preoccupazioni relative alla sicurezza nazionale ed internazionale. “La netta conclusione di questo rapporto dovrebbe far riflettere qualsiasi Paese che stia considerando l’utilizzo di Huawei per il 5G”, ha affermato James Lewis, esperto di cyberpolicy presso il Center for Strategic and International Studies. “È davvero pericoloso per il Regno Unito, un Paese che ha fatto più di ogni altro per ridurre i rischi legati all’utilizzo di Huawei, dire che non può gestire il rischio di utilizzare i futuri prodotti Huawei”. L’anno scorso, l’Australia ha bloccato l’accesso di Huawei alle reti 5G, richiedendo che le aziende di telecomunicazioni non utilizzassero i fornitori “suscettibili di essere soggetti a direttive extra-giudiziarie da parte di governi stranieri in conflitto con la legge australiana”. Tale richiesta è stata letta da molti come una chiara allusione alle imprese cinesi, che sono tenute, per legge, ad assistere il governo nelle attività di intelligence, in caso gli venga richiesto.

In particolare, Huawei risulta avere stretti legami con i servizi di sicurezza cinesi. La compagnia fu fondata nel 1987 da Ren Zhengfei, che aveva precedentemente prestato servizio per circa 20 anni nell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA), in una divisione specializzata in tecnologia militare. L’azienda cinese, nata con uno staff di 3 persone, si è evoluta fino a rappresentare oggi un colosso multimiliardario. Secondo quanto riporta il Washington Post, Ren potrebbe aver mantenuto stretti legami con il PLA e si sospetta che l’ex vicepresidente di Huawei fosse un funzionario del Ministero della sicurezza dello Stato, la principale agenzia di intelligence cinese.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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