USA: attività della Corea del Nord non coerenti con la denuclearizzazione

Pubblicato il 28 marzo 2019 alle 11:11 in Corea del Nord USA e Canada

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Le attività della Corea del Nord non sono coerenti con il suo impegno alla denuclearizzazione, secondo quanto ha riferito il comandante delle forze statunitensi in Corea del Sud.

Tali dichiarazioni arrivano a seguito del fallimento del secondo vertice tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente statunitense, Donald Trump, che si sono incontrati in Vietnam, il 27 e il 28 febbraio. Ad Hanoi, Kim ha chiesto la rimozione di tutte le sanzioni punitive imposte dagli USA e dalle Nazioni Unite in cambio dello smantellamento del suo complesso nucleare di Yongbyon, situato a nord di Pyongyang, nonché delle strutture di Tongchang-ri. Il presidente Trump ha però respinto la richiesta, definendo la revoca completa delle sanzioni un prezzo troppo alto da pagare per dei soli movimenti parziali verso la denuclearizzazione.

“L’attività che abbiamo osservato è incoerente con la denuclearizzazione”, ha dichiarato il generale dell’esercito americano, Robert Abrams, durante un’audizione della Commissione per le Forze Armate della Camera. Abrams non ha fornito ulteriori dettagli. La domanda a cui il generale ha risposto riguardava l’esistenza o meno di un cambiamento nella produzione nord-coreana di missili e altre armi nucleari. Abrams ha riferito che al momento le forze armate dispongono di sufficienti risorse di intelligence per monitorare la situazione, ma questo potrebbe cambiare se le relazioni con Pyongyang dovessero peggiorare. A tale proposito, il 27 marzo, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo ha ammesso che la Corea del Nord non ha ancora fatto il “grande passo” verso la denuclearizzazione, come auspicato dall’amministrazione quando sono stati avviati i colloqui diretti con Kim Jong-un. “Sono fiducioso che possiamo impegnarci e negoziare con loro”, ha però dichiarato Pompeo.

Non c’è stato alcun contatto diretto tra Washington e Pyongyang, a seguito del fallimento del summit di Hanoi, sebbene Trump abbia sottolineato il suo buon rapporto personale con Kim. Inoltre, i due Paesi hanno scongiurato la chiusura dell’ufficio di collegamento inter-coreano, uno dei luoghi chiave della distensione tra Corea del Nord e Corea del Sud. Parlando al fianco del generale Abrams, Randall Schriver, il principale responsabile di politica asiatica del Pentagono, ha dichiarato: “La nostra porta è ancora aperta per la diplomazia, ma fino ad oggi non abbiamo visto movimenti verso la denuclearizzazione”. Infatti, all’inizio del mese di marzo, il New York Times ha riferito la notizia che la Corea del Nord ha iniziato a ricostruire alcune strutture utilizzate per lanciare satelliti in orbita e per testare motori e tecnologie necessarie per il suo programma di missili balistici intercontinentali. 

La Corea del Nord aveva iniziato lo smantellamento di queste strutture nel 2018. Nello specifico, i lavori per lo smantellamento della stazione di lancio del satellite Sohae a Tongchang-ri, un centro situato vicino al confine nordoccidentale con la Cina, sono iniziati nell’estate 2018, a seguito al primo incontro tra Trump e Kim, svolto il 12 giugno a Singapore. Proprio dopo il vertice, il leader nordcoreano aveva in parte demolito un sito dedicato al test per i motori, una piattaforma di lancio per razzi e un edificio montato su rotaia utilizzato dagli ingegneri per assemblare i veicoli e spostarli sulla piattaforma di lancio. Nonostante, Pyongyang non abbia completamente smantellato le strutture in questione, a settembre 2018, Kim Jon-un si è incontrato con il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, il quale si è offerto di distruggere gli impianti alla presenza di esperti americani. Al momento, tuttavia, la fattibilità dell’offerta è messa in dubbio a causa dell’assenza di un’intesa tra Stati Uniti e Corea del Nord circa la chiusura dei programmi nucleari del Paese asiatico.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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