Spagna pronta a facilitare procedure di immigrazione per venezuelani

Pubblicato il 27 marzo 2019 alle 11:41 in Spagna Venezuela

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Il governo spagnolo ha appena approvato un’ordinanza per facilitare le procedure di immigrazione dei cittadini venezuelani residenti in Spagna. La legge, infatti, richiede documenti validi alla data di avvio del procedimento e la difficoltà molti venezuelani a rinnovare i loro passaporti presso i consolati impedisce loro di affrontare i tramiti  burocratici più elementare. La nuova ordinanza permette ai cittadini venezuelani di presentare all’amministrazione pubblica spagnola domande con un passaporto scaduto, sia per la risoluzione di procedure, come rinnovare la residenza per studenti, sia per richiedere il permesso di soggiorno per non-residenti o per ricongiungimento familiare.

All’inizio del 2018 erano 91.228 i venezuelani che vivevano in Spagna, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE), un numero che è quasi raddoppiato dal 2014, in coincidenza con la crisi economica e politica che attraversa il paese sudamericano. I venezuelani sono anche il primo gruppo di stranieri richiedenti asilo in Spagna e i loro dossier rappresentano il 36% delle 55.668 richieste ricevute l’anno scorso dalle autorità spagnole dell’immigrazione. La flessibilità introdotta con la nuova ordinanza sarà mantenuta fino a quando “le circostanze straordinarie” che la hanno motivato persistano, indica il governo di Madrid.

“L’impossibilità di richiedere un qualsiasi permesso o autorizzazione o un rinnovo con un passaporto scaduto sta generando tra i cittadini venezuelani una sorta di irregolarità poiché, in pratica, per loro è impossibile accedere a queste procedure perché non possono rinnovare il loro passaporto attraverso i servizi consolari del loro paese” – si legge nel documento firmato dal direttore generale delle migrazioni, José Alarcón, e dal commissario generale degli stranieri e dei confini, Juan Enrique Taborda.

L’ordinanza segue la linea tracciata da una sentenza del Tribunale di Madrid del giugno 2018 in cui viene stabilito un cambiamento di criteri per affrontare le inadempienze del governo venezuelano nei confronti dei suoi cittadini. La sentenza tiene conto di una raccomandazione dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR) in cui gli Stati  membri sono esortati a garantire ai venezuelani il funzionamento dei meccanismi migratori in modo che non siano costretti a tornare in Venezuela. Né la presenza irregolare né la mancanza di documenti di identità dovrebbero essere considerati un motivo valido per negare l’accesso alla residenza legale. Inoltre, il Difensore Civico spagnolo aveva emesso una raccomandazione nel dicembre 2018 affinché il Commissariato generale degli stranieri e dei confini cercasse alternative diverse in modo che i cittadini venezuelani potessero rinnovare i loro permessi di lavoro e di soggiorno anche in assenza di un passaporto valido.

La Spagna è il primo paese europeo destinazione di migranti venezuelani, con 274.000 arrivi tra il 2014 e il 2019, di questi circa 65.000 negli ultimi 24 mesi. La Spagna è la quinta destinazione in assoluto dopo Colombia, in testa con 1,17 milioni di arrivi, Perù, Stati Uniti e Cile. In Europa le principali destinazioni della cosiddetta “diaspora bolivariana” sono l’Italia, con poco più di 50.000 arrivi negli ultimi 5 anni (in maggioranza italo-venezuelani di rientro secondo il Consolato d’Italia a Maracaibo) e il Portogallo, con circa 25.000 ingressi, anche in questo caso per lo più luso-venezuelani. L’emigrazione venezuelana in paesi europei che non siano la Spagna, sebbene in aumento nell’ultimo quinquennio, è globalmente regolare, mentre è un fenomeno difficilmente controllabile in America meridionale. In Colombia nel 2017 risiedevano 600.000 venezuelani, raddoppiati nel corso di poco più di un anno, mentre a Trinidad e Tobago, dove nel 2017 risiedevano poco più di 1.500 venezuelani, vi sono ora oltre 40.000 persone. 

Già a gennaio la Spagna aveva istituito un permesso di soggiorno speciale per motivi umanitari destinato ai venezuelani le cui domande di permesso di soggiorno per motivi di lavoro venissero respinte. Secondo dati del governo spagnolo sono già 400 i venezuelani che hanno fatto ricorso a questo speciale permesso.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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